fbpx L'ago nel pagliaio | Page 4 | Scienza in rete

L'ago nel pagliaio

Read time: 2 mins

Il telescopio spaziale Hubble non finisce mai di stupirci. L'ultima scoperta, annunciata qualche tempo fa su Nature, ha davvero dell'incredibile. Andando ben oltre le sue possibilità, Hubble è riuscito a rivelarci la presenza di un oggetto di neppure un chilometro di diametro distante quasi sette miliardi di chilometri.
Un team di astronomi ha pensato di rovistare tra gli archivi delle immagini raccolte dai tre FGS (Fine Guidance Sensor), gli strumenti ottici utilizzati da Hubble per inquadrare le stelle guida necessarie al puntamento. L'idea era quella di scoprire se in qualche immagine fosse stata registrata una diminuzione della luce stellare, una sorta di mini eclissi causata dal passaggio di un oggetto appartenente alla Fascia di Kuiper.
Esaminando i dati relativi a quattro anni e mezzo di lavoro di Hubble (per un totale di 50 mila stelle guida), Hilke Schlichting (California Institute of Technology di Pasadena) e i suoi collaboratori sono effettivamente riusciti a individuare una occultazione. Scartata ogni possibilità che si potesse trattare di un fenomeno casuale e fatti gli opportuni calcoli, gli astronomi sono risaliti alle dimensioni dell'oggetto responsabile. L'occultazione sarebbe da imputare a un oggetto di neppure un chilometro di diametro la cui individuazione diretta sarebbe di gran lunga al di fuori della portata di Hubble.
Al di là della rilevazione record (è il più piccolo oggetto della Fascia di Kuiper individuato finora), la scoperta di una sola occultazione suggerisce agli astronomi che gli oggetti più piccoli di quella remota regione sono meno numerosi del previsto, il che implica l'esistenza di un meccanismo di erosione collisionale piuttosto efficiente. Caricati dall'incredibile risultato, Schlichting e il suo team stanno ora progettando di fare lo stesso studio con tutti quanti i dati dell'archivio di Hubble: un archivio di quasi vent'anni. Buon lavoro.

Fonte: Hubble; Nature

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

La strada giusta da prendere per l’energia

modellino con pannello solare e pale eoliche

Al bivio evocato da Robert Frost, l’Italia che non sceglie fa già una scelta: il 2025 segna una frenata nella transizione energetica, mentre crescono emissioni e dipendenza dall’estero. Tra crisi climatica e tensioni geopolitiche, continuare così significa aumentare costi e rischi. L’alternativa esiste: richiede però decisioni rapide e strutturali, prima che la strada “non presa” diventi impraticabile.

Improvvisamente la strada che stiamo percorrendo si biforca. Dobbiamo scegliere tra due strade: The road not taken, la strada non presa, la celebre poesia di Robert Frost, pone di fronte all’importanza e all’irreversibilità delle scelte compiute. È una metafora della vita di ciascuno di noi. Quante volte ci siamo detti «chissà se in quel momento avessi deciso diversamente». Ma oggi è la metafora di una scelta importante e non rinviabile che deve compiere il nostro Paese.