Il telescopio spaziale Hubble non finisce mai di stupirci. L'ultima scoperta, annunciata qualche tempo fa su Nature, ha davvero dell'incredibile. Andando ben oltre le sue possibilità, Hubble è riuscito a rivelarci la presenza di un oggetto di neppure un chilometro di diametro distante quasi sette miliardi di chilometri.
Un team di astronomi ha pensato di rovistare tra gli archivi delle immagini raccolte dai tre FGS (Fine Guidance Sensor), gli strumenti ottici utilizzati da Hubble per inquadrare le stelle guida necessarie al puntamento. L'idea era quella di scoprire se in qualche immagine fosse stata registrata una diminuzione della luce stellare, una sorta di mini eclissi causata dal passaggio di un oggetto appartenente alla Fascia di Kuiper.
Esaminando i dati relativi a quattro anni e mezzo di lavoro di Hubble (per un totale di 50 mila stelle guida), Hilke Schlichting (California Institute of Technology di Pasadena) e i suoi collaboratori sono effettivamente riusciti a individuare una occultazione. Scartata ogni possibilità che si potesse trattare di un fenomeno casuale e fatti gli opportuni calcoli, gli astronomi sono risaliti alle dimensioni dell'oggetto responsabile. L'occultazione sarebbe da imputare a un oggetto di neppure un chilometro di diametro la cui individuazione diretta sarebbe di gran lunga al di fuori della portata di Hubble.
Al di là della rilevazione record (è il più piccolo oggetto della Fascia di Kuiper individuato finora), la scoperta di una sola occultazione suggerisce agli astronomi che gli oggetti più piccoli di quella remota regione sono meno numerosi del previsto, il che implica l'esistenza di un meccanismo di erosione collisionale piuttosto efficiente. Caricati dall'incredibile risultato, Schlichting e il suo team stanno ora progettando di fare lo stesso studio con tutti quanti i dati dell'archivio di Hubble: un archivio di quasi vent'anni. Buon lavoro.
Fonte: Hubble; Nature
L'ago nel pagliaio
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