fbpx Incredibile Alcor | Page 14 | Scienza in rete

Incredibile Alcor

Read time: 2 mins

Uno dei test più semplici e più noti per valutare la propria acutezza visiva è quello di osservare Mizar, la seconda stella del timone del Grande Carro: se la vista è buona si riuscirà a scorgere che non si tratta di una, bensì di due stelle. L'esistenza di Mizar e della sua compagna Alcor era ben nota anche agli antichi osservatori della volta celeste. Nel 1617, su suggerimento di Benedetto Castelli, Galileo puntò il suo telescopio verso Mizar scoprendo che in realtà si trattava di una coppia di stelle: il sistema, insomma, non era doppio, bensì triplo.
Tra il 1890 e il 1908 un altro colpo di scena. Grazie a osservazioni spettroscopiche, infatti, si scoprì che le due componenti di Mizar erano a loro volta due sistemi doppi. In totale, dunque, erano ben cinque le stelle che formavano il sistema stellare di Mizar e Alcor.
La storia, però, non finisce qui. Qualche giorno fa, infatti, un nuovo annuncio che ha dell'incredibile: anche Alcor ha accanto a sé una piccola stella di compagnia e il sistema diventa dunque un sestetto. L'eccezionalità della scoperta, compiuta da due distinti team di astronomi e di prossima pubblicazione su The Astrophysical Journal, sta soprattutto nel fatto che Alcor è una tra le stelle più osservate e studiate del cielo. La stella appena scoperta è una nana rossa con massa pari a circa un quarto della massa del Sole, dunque molto più piccola e fredda di Alcor. Poichè le nane rosse emettono alti livelli di radiazione X, la scoperta potrebbe giustificare l'inaspettato livello di radiazione X proveniente da Alcor che finora ha lasciato perplessi gli astronomi.
E pensare che gli astronomi stavano osservando Alcor alla ricerca di pianeti...

Fonti: University of Rochester; American Museum of Natural History


Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

"Noi persone con sclerosi multipla vogliamo essere parte della ricerca"

Immagine di Rachele Michelacci che interviene al convegno della AISM

Nel corso del congresso scientifico annuale dell'Associazione italiana sclerosi multipla (AISM) e della sua fondazione, la vicepresidente Rachele Michelacci  ha rivendicato la centralità delle persone malate nella ricerca. Lo ha detto in un contesto favorevole, visto che che il programma di engagement dei pazienti, le loro famiglie e i caregiver è stato preso a modello dalle altre società scientifiche e dalla comunità europea. Riportiamo in italiano il discorso di Rachele Michelacci in occasione della Giornata della sclerosi multipla (30 maggio) che vedrà 200 monumenti in tuta Italia colorarsi di rosso.
Immagine  di copertina e traduzione di Luca Carra

A un certo punto del congresso scientifico annuale dell'Associazione italiana sclerosi multipla e della sua fondazione, che si è tenuto a Roma dal 25 al 27 maggio scorsi, Rachele Michelacci, vicepresidente dell'Associazione, ha preso il centro della scena, salendo sul palco, e ha raccontato il suo bisogno, il bisogno di tante persone ammalate, di prendere parte alla ricerca, non solo di esserne oggetto.