fbpx Accademia Galileiana: Ilaria Capua nuovo socio | Scienza in rete

Accademia Galileiana: Ilaria Capua nuovo socio

Primary tabs

Read time: 1 min

 

Comunicato stampa


Ilaria Capua, padovana d’adozione (opera nella città dal 1998), Direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche Comparate presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, di Legnaro (Padova) fino alla sua elezione alla Camera dei Deputati nel febbraio 2013 (attualmente ricopre l’incarico di vicepresidente della Commissione Istruzione di Montecitorio), entra a far parte da oggi della prestigiosa Accademia Galileiana di Padova.

In occasione della Adunanza Inaugurale del 416esimo Anno Accademico, ad Ilaria Capua viene consegnato il diploma di nuovo socio corrispondente, un riconoscimento assegnato dal Consiglio Accademico alla virologa che si è particolarmente distinta per le sue attività in campo scientifico.
“Sono riconoscente – ha commentato Ilaria Capua - alla comunità scientifica dell'Accademia, e alla città, per avermi accolto in questa antica e prestigiosissima accademia che porta il nome del padre della scienza moderna”.

Ufficio Stampa Accademia Galileiana

Sezioni: 

prossimo articolo

Fine vita: fare leggi è meglio che costruire macchine

palazzo borbone in francia

Quando il parlamento non legifera su questioni etiche controverse, il conflitto si sposta nei tribunali e nei laboratori. Lo dimostra il paradosso del dispositivo costruito dal CNR (e negato) per consentire il suicidio assistito, mentre la Francia risolve liberando finalmente una legge sul suicidio assistito.

In copertina: Palazzo Borbone, sede dell'Assemblea nazionale francese. Crediti: Mtzb/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 3.0
 

Ci sono voluti due anni, di sofferenze fisiche e psicologiche, una questione di legittimità costituzionale, un'ordinanza della Consulta, un mandato del Tribunale di Firenze e un prototipo costruito dal Consiglio Nazionale delle Ricerche perché una donna di cinquantacinque anni, paralizzata dal collo in giù da una sclerosi multipla, potesse esercitare un diritto che la Corte costituzionale le aveva riconosciuto nel 2019. Libera, il nome di fantasia che si era scelta, è morta a casa sua il 25 marzo, attivando con lo sguardo una pompa infusionale.