fbpx Il Presidente Nicolais sulla Commissione Cultura alla Camera | Scienza in rete

Il Presidente Nicolais sulla Commissione Cultura alla Camera

Primary tabs

Read time: 2 mins

 

Comunicato stampa


"La relazione presentata oggi dalla VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione) della Camera è un positivo e importante segnale di attenzione istituzionale per la ricerca scientifica". È quanto dichiara il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Luigi Nicolais, in riferimento alla odierna presentazione del documento della Commissione, che segue un'attività di indagine e audizioni dei presidenti degli Enti pubblici di ricerca (EPR) avviata nel corso della XVI Legislatura. "I punti di interesse del documento, che accoglie molte delle istanze presentate dagli EPR, sono diversi - prosegue Nicolais -. Innanzitutto l'impegno all'aumento delle risorse che, anche laddove avvenisse in termini percentuali contenuti, potrebbe consentire un significativo aumento del FOE (Fondo ordinario degli enti). A questo si lega l'esigenza dello sblocco del turn over, così da consentire un parallelo incremento delle risorse umane disponibili, per le quali è urgente un piano straordinario. Anche la non meno necessaria semplificazione normativa si inserisce in tale quadro, poiché consentirebbe di superare gli attuali vincoli all'utilizzo di talune risorse. Quanto alla governance, sarebbe auspicabile, per favorire una più incisiva politica per la ricerca, identificare a livello governativo un unico organismo di decisione politica, e a livello di gestione degli strumenti, disporre di un'agenzia. Per rafforzare tale azione di coordinamento, infine, auspichiamo una chiara distinzione tra il comparto ricerca, rappresentato da EPR e Università, e quello dell'istruzione e della formazione”.

Ufficio Stampa CNR

Sezioni: 
CNR

prossimo articolo

Parità a parole, divario nei fatti: il peso della maternità

uomo in alto e donna con figli in basso

A parole la parità è un valore condiviso, ma nei fatti la genitorialità continua a pesare in modo asimmetrico. Analisi su larga scala mostrano che le madri vedono ridursi redditi, produttività e opportunità di carriera, mentre i padri mantengono percorsi lineari. Anche dove esistono politiche di sostegno, il carico familiare resta sbilanciato. Insomma, il cambiamento culturale è ancora incompiuto.

Immagine di copertina elaborata con ChatGPT

Una decina di anni fa, preparando una conferenza sulle difficoltà incontrate dalle donne nelle loro carriere, sia in ambito industriale sia in ambito accademico, avevo trovato molte ricerche fatte in diverse nazioni del mondo che portavano tutte alla stessa ineluttabile conclusione: i figli fanno male alle carriere delle loro mamme. Per contro, le carriere dei papà non sembrano essere compromesse, anzi.