Non è detto che l’accumulo di CO2 nell’atmosfera abbia un effetto negativo sulla consistenza dei gusci e delle valve degli animali marini: alcune specie, al contrario, possono rispondere aumentando la forza delle loro strutture protettive. Molti infatti temevano che l’acidificazione degli oceani provocasse una ridotta calcificazione nei crostacei e nei molluschi. Le masse oceaniche infatti assorbono come una spugna la CO2 in eccesso, con conseguente riduzione dei livelli di carbonati liberi al loro interno. Uno studio della Woods Hole Oceanographic Institution (WHOI) mostra però che gli effetti del fenomeno potrebbero essere più complessi: arrivando ad aumentare di oltre sette volte i livelli di CO2 rispetto agli attuali, Justin B. Ries e i suoi colleghi hanno dimostrato che sette delle 18 specie esaminate, tra cui per esempio le aragoste, reagiscono addirittura aumentando lo spessore del loro guscio, mentre per altri, come le ostriche, effettivamente lo riducono. La diversa risposta potrà comunque provocare alterazioni nell’ecosistema, in quanto favorirà o sfavorirà di volta in volta prede o predatori. Nel giorno in cui apre a Copenaghen la Conferenza internazionale sul clima si dovrà tener conto anche delle conseguenze dei cambiamenti climatici sulla tavola dei buongustai.
Alle aragoste la CO2 fa bene
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Silvia, Carmela, Sophie e Rossella: Milano porta in scena la gestazione per altri

M(Other): a teatro il racconto della Gestazione Per Altri come relazione tra individui fondata su scelte e responsabilità condivise, lontana da stereotipi e moralismi. Al centro, il valore dell’ascolto di chi questa esperienza la vive.
Nella foto: Rossella Fava nei panni di Carmela, gestante per altri.
C’è un piccolo teatro, in una piccola via della periferia nord di Milano, che ha scelto di fare qualcosa di grande. Tra il 12 e il 22 febbraio 2026, il Teatro della Cooperativa di Niguarda ha portato in scena M(Other), lo spettacolo di Rossella Fava dedicato alla Gestazione Per Altri (GPA). Renato Sarti, attore, regista e fondatore dell'associazione culturale che gestisce il teatro, ha detto di sì a un progetto a cui Fava si dedicava dal 2019, quando si era imbattuta nel tema quasi per caso.