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Un vaccino sotto la pelle

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Sono dischetti con un diametro di 8,5 millimetri e, impiantati sotto la pelle di topi con melanomi in fase avanzata, riescono a scatenare una risposta immunitaria tanto forte da portare a completa regressione il tumore situato in altre parti del corpo. L’esperimento, condotto da un gruppo di ricercatori di Harvard, punta ad attivare in maniera intensa e prolungata i linfociti T CD8 citotossici capaci di eliminare il tumore. Ma per farlo recluta le cellule dendritiche, responsabili della presentazione dell’antigene e della modulazione della risposta. Gli impianti infatti liberano citochine che richiamano queste cellule all’interno dei dischetti, dalla struttura molto porosa, dove vengono a contatto con lisati tumorali e quindi con gli antigeni specifici da combattere. Tornate ai linfonodi, le cellule sono pronte a sferrare l’offensiva, che negli animali da laboratorio è stata in grado di distruggere completamente tumori lontani e in fase avanzata, senza nessun danno ai tessuti sani.

Science Translational Medicine pubblicato online il 25 novembre 2009

doi: 10.1126/scitranslmed.3000359

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Melanoma

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Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0

Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.