fbpx Mummie cardiopatiche | Page 6 | Scienza in rete

Mummie cardiopatiche

Read time: 1 min

L’aterosclerosi non è solo una malattia dei nostri giorni: nonostante i diversi fattori di rischio – allora per esempio non esistevano le sigarette – anche gli antichi egizi delle classi più elevate avevano placche calcificate sulle arterie. Lo ha dimostrato Adel Allam, della facoltà di medicina Al Azhar del Cairo insieme con altri esperti americani, che hanno letto insieme a lui le immagini ottenute passando alla TC 22 mummie del Museo archeologico del Cairo, scelte in base al loro buono stato di conservazione. Segni della malattia cardiovascolare, sotto forma di calcificazioni sulle pareti delle arterie o nella sede in cui è previsto il loro decorso, erano presenti in nove mummie, quasi tutte quelle in cui la morte è avvenuta sopra i  45 anni; in un caso una lesione lla base del cuore fa ritenere che causa del decesso possa essere stato un massiccio attacco cardiaco.  «E’ vero che allora non c’era Mac Donald’s» ha commentato Samuel Wann, direttore del dipartimento di medicina cardiovascolare del Wisconsin Heart Hospital di Wauwatosa, che ha partecipato al lavoro, «ma non è detto che lo stile di vita degli egiziani che vivevano a corte fosse molto più sano del nostro. Per esempio essiccavano il pesce usando molto sale, che poteva favorire l’ipertensione».

 JAMA 2009; 302: 2091-2094

Autori: 
Sezioni: 
Archeologia

prossimo articolo

Il trapianto di microbiota fecale, l’alba di un nuovo giorno?

opera merda di artista di piero manzoni

Il trapianto di microbiota fecale è uscito dal tabù e dalla teoria per entrare nella medicina di precisione. Così oggi la materia più impresentabile del corpo umano si candida a nuova frontiera terapeutica, come dimostrano svariati studi sul trattamento di condizioni che vanno dal cancro ai disturbi alimentari Ma è davvero l’alba di un nuovo giorno, o un entusiasmo destinato a ridimensionarsi?

In copertina: “Merda d'artista", di Piero Manzoni. Crediti: Jens Cederskjold/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY 3.0

Con l’incontro Putin-Trump dell’agosto 2025, visto l’esito, potremmo dire che si è realizzata plasticamente una doppia “cacata”. Non solo politica perché la vicenda non è andata bene né al primate russo, né a Trump. Ma perché con l’occasione si è saputo che Putin (nei fatti un manipolo di addetti) porta con sé in ogni spostamento un “contenitore di feci”.