fbpx Più antichi i pinguini | Page 9 | Scienza in rete

Più antichi i pinguini

Read time: 1 min

Probabilmente qualcosa va rivisto nei tradizionali test di datazione genetica che si basano sull'analisi del DNA. Uno studio recentemente pubblicato su Trends in Genetics e riguardante l'analisi del DNA mitocondriale di pinguini morti migliaia di anni fa in Antartide, infatti, ha mostrato la presenza di possibili pesanti errori di datazione.

Lo studio ha preso in considerazione il materiale genetico proveniente dalle ossa di pinguini la cui morte, determinata grazie all'impiego di altre tecniche, risale a epoche che vanno da 250 fino a circa 44 mila anni fa. Un'indagine possibile perchè, a differenza di quanto avviene nelle regioni temperate, le condizioni climatiche dell'Antartide permettono la perfetta conservazione del materiale genetico anche per decine di migliaia di anni.

Stando alle conclusioni dei ricercatori, un campione di materiale genetico datato impiegando le tecniche attualmente in uso potrebbe in realtà essere da una a sei volte più antico. Naturale, a questo punto, chiedersi quanto possano essere attendibili le datazioni basate sull'attuale analisi mitocondriale.

Fonti: OSU, Trends in Genetics

Autori: 
Sezioni: 
Genetica

prossimo articolo

Ricerca pubblica e lavoro precario: il nodo irrisolto del CNR

puzzle incompleto con simboli scientifici

Il precariato nella ricerca pubblica, particolarmente al CNR, mina la competitività scientifica italiana. Ed è un problema che persiste nonostante la mobilitazione di lavoratori e lavoratrici e le misure introdotte dalle leggi di bilancio 2024 e 2025. Il sistema di ricerca italiano, sottofinanziato e strutturalmente fragile, rischia di perdere il suo capitale umano, essenziale per garantire un futuro competitivo in Europa.

Immagine di copertina creata con ChatGPT

Negli ultimi mesi il precariato nella ricerca pubblica è tornato al centro del dibattito politico grazie alla mobilitazione dei lavoratori e delle lavoratrici del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). Una mobilitazione che mette in luce la fragilità strutturale del sistema della ricerca italiana, cronicamente sottofinanziato e incapace di garantire percorsi di stabilizzazione adeguati a chi da anni ne sostiene il funzionamento quotidiano.