fbpx Malattie respiratorie, rischio per il tumore al polmone | Page 11 | Scienza in rete

Malattie respiratorie, rischio per il tumore al polmone

Read time: 2 mins

Scoperta l’associazione fra alcune patologie respiratorie e il rischio di sviluppare tumore al polmone. A parlarne sono i ricercatori dell’Agenzia per la Ricerca sul Cancro di Lione.
“Che vi fosse un legame fra l’aver avuto alcune patologie respiratorie e il rischio di tumore polmonare era già stato dimostrato da studi precedenti. La nostra attenzione si è concentrata sulla presenza contemporanea di più malattie respiratorie. In particolare, cinque malattie respiratorie: bronchite cronica, enfisema, tubercolosi, asma e polmonite” ha commentato Ann Olson che ha condotto la ricerca.
L’analisi è stata pubblicata sulla rivista American Journal Respiratory Critical Care Medicine.
Per farlo sono stati analizzati i dati provenienti da sette studi clinici, condotti in Europa e in Canada, che hanno coinvolto 12.739 pazienti che avevano avuto le suddette patologie respiratorie e 14.945 controlli.
Dall’analisi dei dati raccolti è emerso come enfisema e bronchite cronica siano associati a un aumentato rischio di tumore al polmone.
Inoltre, l’avere avuto, in maniera simultanea, bronchite cronica, enfisema e polmonite aumentava in maniera significativa il rischio di incorrere in un tumore polmonare. Tale correlazione non è stata riscontrata in pazienti affetti da una sola di queste condizioni patologiche. L’associazione positiva con il tumore polmonare non è stata riscontrata in pazienti in cui coesistevano asma e bronchite cronica o tubercolosi e bronchite cronica.
Una correlazione positiva è stata trovata anche tra polmonite diagnosticata due o meno anni prima e il cancro del polmone. “Le differenze riscontrate potrebbero essere il risultato di differenti meccanismi eziologici” ha commentato Ann Olson. “Una migliore comprensione di tali correlazioni potrebbe orientare i medici nella scelta dei percorsi clinici e assistenziali atti a rispondere al meglio alle esigenze dei pazienti”.

L’ipotesi che l’infiammazione sia una potenziale base di innesco per il danno del dna cellulare nella genesi del cancro del polmone e della gran parte delle patologie respiratorie croniche si è fatta sempre più strada negli ultimi 20 anni. I meccanismi che influenzano tale processo dipendono da numerose variabili: di tipo genetico, di suscettibilità al fumo di sigaretta, di genere e di esposizione ambientale. Dal momento che la bronchite cronica e l’enfisema polmonare rappresentano una importante causa di morte, cercare di comprendere con gli studi clinici le variabili che conducono alla genesi del cancro polmonare in oltre il 30% di questi pazienti è davvero di grande interesse.

 

Ufficio Stampa AIPO

Sezioni: 
Aria e salute

prossimo articolo

L’esodo dei dottori di ricerca dalle agenzie scientifiche USA

fila di dottori in ricerca su sfondo cupo e bandiera statunitense

La mobilità è una caratteristica strutturale delle prime fasi della carriera scientifica, così come il ricambio generazionale legato ai pensionamenti. Ma l’equilibrio tra uscite e nuove assunzioni nelle agenzie federali statunitensi si è spezzato bruscamente con le politiche della presidenza Trump. Che, tra cancellazione di contratti, pressioni al prepensionamento e drastici annunci di tagli, hanno innescato un esodo senza precedenti di dottori di ricerca, lasciando segni profondi e duraturi nel sistema della ricerca pubblica.

Immagine di copertina elaborata da un'illustrazione di ChatGPT

Nel mondo della ricerca i primi anni sono caratterizzati da una notevole mobilità. Chi, ottenuto il dottorato di ricerca, inizia la carriera ha contratti temporanei ed è normale che, finito uno, ne inizi un altro, magari in un altro istituto, in un’altra università, in un’altra città, oppure in un'altra nazione.

È anche normale che non tutti e tutte continuino sulla strada iniziata: a volte si scopre che, dopo tutto, non era quella la carriera o l’impiego ideale.