fbpx Striscia di Gaza, l'appello degli scienziati su Lancet | Scienza in rete

Striscia di Gaza, l'appello degli scienziati su Lancet

Read time: 2 mins

Mentre non si fermano i bombardamenti sulla Striscia di Gaza da parte di Israele e Hamas, la comunità scientifica internazionale inizia a far sentire la sua voce per scongiurare l'aggravarsi del conflitto e dell'emergenza sanitaria e umanitaria.
L'iniziativa è una lettera-denuncia pubblicata sulla rivista inglese Lancet, gli autori sono ventiquattro medici e scienziati, prevalentemente italiani e inglesi, tra cui Paola Manduca, genetista all'Università di Genova, Iain Chalmers, cofindatore della Cohocran Collaboration, tra i primi firmatari, Derek Summerfield e Angelo Stefanini, osservatore dell'OMS nei territori occupati, tra gli altri. 

Il gruppo di medici, genetisti, psichiatri, chimici, spiega le motivazioni per cui chiedono che cessino immediatamente i bombardamenti sulla Striscia di Gaza da parte, esclusivamente, dell'esercito israeliano.
Si tratta di una lista di scienziati di prestigio che, oltre a occuparsi ogni giorno professionalmente della salvaguardia della vita umana, si presentano come ben informati delle vicende del conflitto israelo-palestinese e della situazione umanitaria del Medio Oriente: "Tutti noi abbiamo lavorato a Gaza e da anni denunciamo ciò a cui stiamo assistendo"

Viene ricordato che la Striscia di Gaza è sotto embargo dal 2006, mentre "la sopravvivenza dell'80% della popolazione dipende dalle scorte alimentari delle Nazioni Unite" e che dal 2008 questo è il terzo intervento armato nella Striscia le cui conseguenze hanno "ripercussioni soprattuto su donne e bambini", mentre non è possibile ricostruire gli edifici distrutti dai bombardamenti, dove avevano sede le principali risorse per la comunità, scuole, ospedali. Anche nel resto del territorio, sottolineano gli autori della lettera, spesso per i feriti non è possibile accedere ai servizi di primaria assistenza sanitaria, dal momento che la circolazione nel territorio è compromessa da continui blocchi stradali.
Gli effetti sulla salute, inoltre, sono anche di carattere psicologico, considerando che "tutti a Gaza sono terrorizzati, a partire dai bambini"

In conclusione, i firmatari puntano il dito contro i colleghi medici israeliani che non denunciano la gravità della situazione, macchiandosi così di "complicità". 

Qui il testo della lettera e la lista dei firmatari

Autori: 
Sezioni: 
Conflitto in Medio Oriente

prossimo articolo

Fascisti e antisemiti

celle di detenzione

Mettere in discussione il valore educativo delle visite ad Auschwitz significa ignorare la loro forza morale e civile. Ma la memoria non può fermarsi ai Lager: senza uno studio rigoroso del ruolo svolto dal fascismo italiano nella persecuzione degli ebrei e nella repressione antipartigiana, il rischio è quello di perpetuare un racconto autoassolutorio. Per il Giorno della Memoria, Simonetta Pagliani ricostruisce responsabilità, strutture e complicità italiane, ricordandoci perché conoscere quei fatti sia indispensabile per una memoria storica onesta e consapevole.

In copertina: celle della Risiera di San Sabba. Crediti: Andreas Manessinger/Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 2.0

Recentemente un'esponente governativa ha messo in dubbio il valore delle visite scolastiche ad Auschwitz, ritenute strumentali ad addebitare l'antisemitismo al fascismo. Al contrario, chi scrive ritiene che per le scolaresche liceali la visione diretta dei campi di concentramento nazisti abbia una portata morale indiscutibile. Questo perché riesce a rendere reali le dimensioni dell'orrore, ma allo stesso tempo dovrebbe essere integrata dall'analisi storica del ruolo avuto in quelle vicende dall'Italia fascista.