“Prendere
un sasso di forma piatta e circolare, ruotare il braccio e lanciare con
un’angolazione di 20 gradi”.
Vi ricorda qualcosa?
Sbagliato, non è un passaggio di qualche impresa fantozziana ma la
ricerca di un gruppo di scienziati francesi che hanno studiato i segreti per
far ribalzare un sasso in mare.
Quando viene attraversata da oggetti con grande velocità,
l’acqua si comporta come un solido. Reagisce alla sollecitazione nel
punto di impatto e se questa spinta dal basso è superiore alla forza impressa,
il sasso ribalza altrimenti affonda. La rotazione ha la funzione di
stabilizzare il ciottolo in aria, poiché girando, la sua traiettoria continua
in modo rettilineo, disperdendo meno energia.
Il “segreto del
rimbalzello” è solo uno dei tanti aspetti raccolti nel “La scienza sotto
l’ombrellone”, un libro non da spiaggia ma sulla spiaggia. Ogni spiaggia è infatti un meraviglioso laboratorio per scoprire come
funzionano le leggi della fisica, della chimica e della biologia. Andrea
Gentile ci ha provato, scrivendo un vero e proprio manuale di scienza perché
dietro i divertimenti estivi si nascondono formule e teorie.
Se quest’estate
vogliamo fare un figurone con un perfetto castello di sabbia dobbiamo seguire i
consigli presenti nel libro. Innanzitutto la sabbia deve essere umida, l’acqua
fa sì che si formino dei piccoli ponti che si legano insieme.
Ma quanta acqua
utilizzare? Per sciogliere questo dubbio, Gentile si affida a uno studio
pubblicato su Scientific Reports. I ricercatori, muniti di paletta e
secchiello, si sono sporcati le mani e alla fine sono arrivati alla conclusione
che il castello perfetto si ottiene quando l’acqua non supera 1% del volume
della sabbia. Il team internazionale è andato ben oltre, è riuscito infatti a
costruire un castello sott’acqua, utilizzando sabbia idrofobica. I risultati
sono stati ancora più spettacolari.
Dai castelli di sabbia, si passa alla mappa dei migliori posti dove praticare
surf, senza dimenticare il perché in immersione la nostra percezione dei suoni
cambia. I capitoli sono brevi e pensati per essere letti non solo in ordine ma
anche come piccole pillole di curiosità.
Tante curiosità quindi ma anche miti da sfatare: non è vero, per esempio, che
gli squali cacciano l’uomo e, se attaccano, è semplicemente per errore,
scambiano una persona per una preda come una foca.
Ancora: è possibile sentile
il rumore del mare appoggiando l’orecchio a una conchiglia? No, è una semplice
questione di fisica. Quello che si ascolta è un rumore ambientale, poiché tutte
le onde sonore che si diffondono nell’aria entrano nella conchiglia e alcune
frequenze ne vengono amplificate, anche quando non siamo vicini al mare.
Un libro insomma per conoscere il mondo che circonda il nostro ombrellone o
semplicemente per lasciare a bocca aperta gli amici in vacanza.
Un’estate al mare, voglia di studiare
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L’impatto di una colata detritica, istante per istante

Durante l’impatto di una colata detritica su un ostacolo la forza cambia nel tempo, riflettendo la coesistenza e l’evoluzione di una fase solida e di una fase fluida nelle diverse porzioni del flusso. Un nuovo modello computazionale sviluppato al Politecnico di Milano riesce a tenere conto di entrambe le fasi in modo agile, aprendo la strada a strumenti più efficaci per la gestione del rischio associato a questi fenomeni.Nell’immagine: la colata detritica che ha invaso la strada statale Alemagna nei pressi di San Vito di Cadore (Belluno) tra giungo e luglio 2025.
Un gruppo di ingegneri del Politecnico di Milano ha messo a punto un modello computazionale più maneggevole di quelli disponibili finora capace di descrivere il comportamento delle colate detritiche, quelle frane in cui i comportamenti tipici di un solido coesistono con quelli tipici di un fluido. Il modello potrebbe essere usato per valutare l'impatto delle colate detritiche su strutture e infrastrutture esistenti e per progettare in modo più appropriato barriere per ridurre i loro effetti.