fbpx Cocche di nonna | Page 11 | Scienza in rete

Cocche di nonna

Read time: 1 min

Per le nonne i nipoti non sono tutti uguali: la loro vicinanza alle giovani famiglie incide sulla sopravvivenza della prole in maniera diversa se sono genitrici del padre o della madre e se i nipoti sono maschi o femmine. Lo studio condotto dalla bioantropologa Leslie Knapp, dell'Università di Cambridge, in Gran Bretagna, mette fine a un'annosa questione dibattuta da anni sulla ragione evolutiva per cui, solo nella specie umana, le donne più avanti con gli anni sono meno fertili. L'ipotesi, ora confermata, è che la longevità dopo la menopausa sia finalizzata al sostegno delle più giovani. Con una metanalisi dei dati relativi a sette diverse popolazioni di oggi e del passato, la ricercatrice ha confermato che la presenza delle nonne aumenta la sopravvivenza dei nipoti, ma l'effetto è massimo per le nonne paterne in relazione alle nipoti femmine e minimo nei confronti dei maschi, mentre l'azione delle nonne materne è intermedio. Un'osservazione che rispecchia la "parentela genetica", visto che le nipoti femmine hanno tutto il cromosoma X della nonna paterna, mentre i maschi hanno ereditato il loro dalla madre. Ma l'esatto meccanismo con cui ciò si traduce in una predilezione resta tutto da chiarire.

 Proc Royal Soc B pubblicato online il 28 ottobre 2009 doi: 10.1098/rspb.2009.1660

 

Autori: 
Sezioni: 
Antropologia

prossimo articolo

Gender equality nella ricerca: c'è ancora il soffitto di cristallo

bilancia in disequilibrio con figure stilizzate di uomo e donna

In occasione della Giornata ONU delle donne e delle ragazze nella scienza, diamo un'occhiata ai dati europei sulla gender equality: ci sono i segnali di progresso nella partecipazione femminile alla ricerca e all’innovazione, ma anche persistenti squilibri strutturali. Per esempio, nonostante l’aumento di donne tra esperti, valutatori e coordinatori di progetto, l’accesso alle posizioni apicali resta limitato, la precarietà contrattuale più diffusa e il carico di cura sproporzionato. 

L’11 febbraio, Giornata ONU dedicata alle ragazze e alle donne nella scienza, offre l’occasione per interrogarsi non solo sulla loro presenza nel settore della ricerca e dell’innovazione (R&I), ma soprattutto sulla qualità di tale presenza: chi avanza di carriera, chi resta ai margini, chi abbandona e perché. Negli ultimi anni l’Unione europea ha fatto dell’uguaglianza di genere una priorità esplicita, integrando la gender dimension nei programmi quadro per la ricerca e promuovendo cambiamenti istituzionali attraverso strumenti come il Gender Equality Plan (Gep).