fbpx L'ammasso più distante | Scienza in rete

L'ammasso più distante

Read time: 1 min

Già da tre anni gli astronomi sospettavano che JKCS041 fosse un ammasso di galassie collocato a oltre dieci miliardi di anni luce. Lo aveva individuato un gruppo di ricerca internazionale coordinato da Stefano Andreon (INAF - Milano) nel corso di una campagna osservativa con il telescopio infrarosso britannico UKIRT (United Kingdom Infrared Telescope). La distanza era stata stimata con precise osservazioni al CFHT (Canada-France-Hawaii Telescope) e grazie al telescopio spaziale Spitzer. Mancava, però, la conferma definitiva.

Per provare che davvero si era in presenza del più lontano ammasso di galassie mai osservato - un miliardo di anni luce più lontano rispetto al record precedente - era necessario rilevare l'emissione X prodotta dal gas caldissimo presente tra le galassie di JKCS041, rilevazione finalmente compiuta con successo grazie all'osservatorio spaziale Chandra.

Più che il record di distanza, però, agli astronomi interessa aver individuato un ammasso di galassie in un'epoca in cui l'Universo aveva solamente un quarto dell'età attuale. Secondo i modelli evolutivi correnti, JKCS041 si colloca proprio al limite dell'epoca in cui si prevede siano apparsi i primi ammassi di galassie. Il suo studio, dunque, potrà darci incredibili informazioni su come l'Universo si sia incamminato verso la sua forma attuale.

 

 

Fonti: INAF, Chandra X-Ray Observatory

 

 

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Eutanasia: rispettare le volontà, anche quando è difficile riconoscerle

Ulisse e le sirene

Nel dibattito sul fine vita le decisioni più difficili da accettare sono quelle che provengono dal disagio mentale. Ma proprio su questi temi è bene che le discussioni siano il più possibile ancorate ai fatti e le scelte informate e consapevoli siano riconosciute e rispettate. Ulisse e le Sirene , dipinto di John William Waterhouse, The Art History Archive 

Una ricerca su PubMed e su Ngram Viewer mostra che la frequenza del termine eutanasia, nel lessico generale e in quello medico in lingua inglese, è più o meno costante fino al 1960, poi cresce esponenzialmente fino al 2000 e declina in modo relativamente lento. In Italia, il picco è spostato in avanti di circa dieci anni e negli ultimissimi il declino si è invertito. Una spiegazione plausibile della crescita esponenziale è che si parli di più di eutanasia perché, anche se si vive più a lungo, si muore peggio che in passato: la morte degenerativa ha sostituito quella acuta.