fbpx An ECDC report on seasonal influenza vaccination | Scienza in rete

An ECDC report on seasonal influenza vaccination

Primary tabs

Read time: 2 mins

The European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) recently released a technical report in support of the Council Recommendation on seasonal influenza vaccination that the European Union (EU) Council adopted in December 2009. Aim of this Recommendation was to ask for concerted action to be taken, at a European level, to mitigate the impact of seasonal influenza by encouraging vaccination among risk groups and healthcare workers.

The ECDC provided technical assistance to Member States on monitoring the current situation with seasonal influenza and influenza immunization, and this report comes from the gathering of a great part of such data. Specifically, the document provides data on vaccination policies and strategies, vaccination coverage, and barriers to vaccination for seasonal influenza in the EU/EEA countries, drawn from two primary sources: the annual survey by the VENICE project and a Supplementary Questionnaire developed and implemented by ECDC to collect additional data especially relevant to the Council Recommendation. The report also cites the four European projects – TELLME being the first of the list – related to seasonal influenza vaccination and funded by the Directorate-General for Research and Innovation or by the Executive Agency for Health and Consumers.

The analysis of the data collected led ECDC experts to conclude that, since 2009, Member States have made limited progress in achieving the aims outlined in the Council Recommendation on seasonal influenza vaccination, despite the fact that almost all countries reported having in place national and regional vaccination policies or strategies for seasonal influenza. While few of them managed to get close to the given targets, they represent a minority and, since the deadline for the aims outlined in the Council Recommendation is the 2014-15 influenza season, it seems unlikely that more than a handful of them will manage to reach them. Such perception that little or no progress is being made was reinforced by the lack of data on vaccination coverage for relevant categories such as people with chronic conditions and healthcare workers. However, the report recognizes that a majority of them are instituting national programmes and have identified steps that could be taken to improve vaccination coverage rates in the short term and to strengthen the infrastructure to enable steady gains in coverage over the longer term.


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Clima, ambiente e conflitti: implicazioni etiche per la medicina e la garanzia della cura

Disegno ad acquarello del mondo con accanto uno stetoscopio

Cambiamento climatico, degrado ambientale e aumento delle disuguaglianze sono minacce per la salute pubblica in Europa. In parallelo, il deterioramento del contesto geopolitico e l’aumento della spesa militare rischiano di sottrarre risorse alla prevenzione sanitaria, alla mitigazione climatica e al rafforzamento dei sistemi sanitari. I dati epidemiologici indicano che i rischi ambientali sono responsabili in Europa di più di 200.000 morti premature ogni anno, mentre i rischi climatici aumentano in frequenza e intensità. Allo stesso tempo, i conflitti armati e la crescente militarizzazione delle politiche di sicurezza sollevano interrogativi sulle priorità di investimento pubblico. Come possiamo integrare la salute umana nelle strategie di sicurezza europea? Una proposta è adottare un paradigma di sicurezza fondato su salute umana, stabilità degli ecosistemi e cooperazione internazionale. Integrare la salute nelle politiche energetiche, industriali e di sicurezza, insieme alla promozione della sostenibilità dei sistemi sanitari, può contribuire a costruire un modello di governance europea più resiliente ed equo. In questo contesto, la professione medica è chiamata a svolgere un ruolo etico e civico nel promuovere politiche orientate alla tutela e al diritto alla salute e alla garanzia della cura.

Immagine di copertina generata con ChatGPT
 

Negli ultimi decenni, il concetto di sicurezza ha subito una profonda trasformazione. Tradizionalmente associata alla difesa militare degli Stati e alla protezione dei confini nazionali, oggi la sicurezza include dimensioni economiche, energetiche, ambientali e sanitarie.