fbpx Clima: Cifre, analisi e scenari per le scelte del futuro | Page 5 | Scienza in rete

Clima: Cifre, analisi e scenari per le scelte del futuro

Read time: 3 mins

Pubblicato il terzo volume del Rapporto di Valutazione del’IPCC (AR5 - WG3), dedicato alla mitigazione dei cambiamenti climatici: nel testo tutte le informazioni per capire qual è lo spazio delle soluzioni e delle scelte politiche se vogliamo limitare il riscaldamento del Pianeta. Dal CMCC, uno dei centri che maggiormente ha contribuito al report a livello globale, un video per spiegare i contenuti con le parole degli autori italiani.
L’argomento è cruciale e più che mai attuale, se non urgente: la CO2 e gli altri gas serra sono le cause principali dei cambiamenti climatici e se vogliamo limitare il riscaldamento del Pianeta dobbiamo limitarne la produzione. la strada da seguire non è una sola e risponde a una serie di opzioni che vanno utilizzate tutte insieme, in maniera integrata.
I dettagli sono spiegati nella Sintesi per i decisori politici (Summary for Policy Makers - SPM) del volume Climate Change 2014: The Mitigation of Climate Change, terza parte del Quinto Rapporto di Valutazione dei Cambiamenti Climatici dell’IPCC, la più aggiornata e completa raccolta di conoscenze sul tema che abbiamo a disposizione e che oggi è stata presentata al pubblico italiano da Carlo Carraro (Vice-Presidente WG3 IPCC) e Sergio Castellari(Focal Point IPCC per l’Italia).
Le emissioni di gas serra, si legge nel rapporto, sono oggi a livelli mai raggiunti prima e nel decennio che si è chiuso nel 2010 la crescita delle emissioni è stata pèiù rapida che nei tre decenni precedenti. Qualche numero per essere più chiari: nel periodo 2000-2010 il ritmo di crescita è salito al 2,2% l’anno, nel 2010 la curva delle emissioni ha raggiunto il suo vertice con 49 miliardi di tonnellate.
Gli scenari mostrano che la via per limitare l’aumento della temperatura del Pianeta entro i 2°C richiede un taglio molto importante delle emissioni e più ritardiamo le politiche di mitigazione, maggiori dovranno essere gli sforzi e i costi della riduzione delle emissioni.
Maggiori dettagli sui contenuti sono illustrati nel video “Clima, economia e finanza
Tutto quello che dovete sapere sul Rapporto IPCC” (link:http://www.cmcc.it/clima2014) in cui gli autori italiani del rapporto spiegano, con un linguaggio divulgativo e comprensibile anche per i non esperti, le cifre e i contenuti del report, mettendo in evidenza come il tema dei cambiamenti climatici si manifesti sempre più, agli occhi dei decisori politici e della comunità internazionale, come un tema che riguarda non solo l’ambiente, ma soprattutto il benessere delle generazioni future, lo sviluppo sostenibile dei nostri sistemi socio-economici e le possibilità di crescita dei paesi più poveri.
Etica, sostenibilità ed equità si affiancano così a economia, finanza, imprese e relazioni internazionali ed insieme compongono il complesso quadro di analisi sui cambiamenti climatici.
Oltre 230 autori di 58 diversi paesi hanno collaborato al report, e tra questi una parte consistente è giocata dal CMCC, uno dei centri di ricerca al mondo che ha contribuito al WGIII del’AR5 in maniera considerevole con cinque autori (una delle partecipazioni più consistenti per centri di ricerca): Carlo Carraro (Vice- Chair WG3 e Review Editor per il capitolo 16 “Cross-cutting Investment and Finance Issues”); Valentina Bosetti (Lead Author per il capitolo 2 “Integrated Risk and Uncertainty Assessment of Climate Change Response Policies”); Alessandro Lanza (Lead Author per il capitolo 10 “Industry”) Emanuele Massetti  (Lead Author per il capitolo 16 “Cross-cutting Investment and Finance Issues”), Massimo Tavoni (Lead Author per il capitolo 6 “Assessing Transformation Pathways”). 

Ufficio Stampa CMCC

Sezioni: 
Rapporto IPCC

prossimo articolo

Gli Usa sono fuori dall’Oms: che cosa succede ora?

Immagine del simbolo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sullo sfondo di una bandiera statunitense

Il ritiro ufficiale degli Stati Uniti dall’Oms, divenuto effettivo il 26 gennaio 2026, apre una fase di forte incertezza per l’agenzia delle Nazioni Unite, che si trova a fare i conti con un grave deficit di bilancio e con pesanti tagli al personale. La riduzione dei finanziamenti, aggravata dal più ampio definanziamento dell’aiuto pubblico allo sviluppo, rischia di avere effetti drammatici soprattutto nei paesi a basso reddito, con milioni di decessi aggiuntivi entro il 2030 secondo uno studio pubblicato su The Lancet Global Health. Ma non mancheranno conseguenze negative anche per i paesi ricchi, Usa inclusi. L’Oms punta ora su un rafforzamento dei contributi obbligatori e su un maggiore impegno per l’indipendenza e la stabilità finanziaria.
Immagine realizzata con ChatGPT.

Che cosa succede all’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ora che gli Stati Uniti si sono chiamati fuori?

Se ne discute da oltre un anno, ovvero da quando Trump ha annunciato il ritiro dall’organizzazione mondiale, diventato ufficiale il 26 gennaio 2026. Il 2 febbraio scorso il tema è stato affrontato anche dal direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ha aperto i lavori della 158esima sessione del Consiglio Esecutivo dell’organizzazione presentando il 2025 come un anno “di contrasti netti”.