fbpx EURAXESS: Ue, un aiuto ai ricercatori in cerca di impiego | Page 14 | Scienza in rete

EURAXESS: Ue, un aiuto ai ricercatori in cerca di impiego

Read time: 2 mins

Il Roadshow EURAXESS sta per arrivare a Milano, tappa di un tour di due mesi in 29 città di 22 Paesi. Informazioni e finanziamenti per studenti e giovani ricercatori.

Martedì 8 aprile 2014 ore 09:30
Università degli Studi di Milano

L‘Unione Europea da anni promuove la mobilità e la carriera dei ricercatori degli Stati membri e lo fa attraverso iniziative di diverso tipo, tra le quali spicca l’EURAXESS Roadshow, un bus itinerante per l’Europa che toccherà 22 Paesi e 29 città, fornendo informazioni su opportunità e finanziamenti per studenti e giovani ricercatori. Il bus EURAXESS farà tappa anche in Lombardia, in particolare raggiungerà Milano l’8 aprile e si fermerà presso l’Università degli Studi di Milano, dove sosterà per tutto il giorno. A bordo ci saranno professionisti di EURAXESS che illustreranno tutti servizi e le opportunità per avviarsi alla carriera di ricercatore. Un fotografo professionista sarà a disposizione dei visitatori per scattare gratuitamente foto da inserire nel CV.

La giornata prevede inoltre un seminario con esperti di politiche europee volto alla presentazione delleopportunità di finanziamento europee per i ricercatori e dei servizi attualmente esistenti a supporto della mobilità degli scienziati di tutte le discipline in Europa. Verranno, tra l’altro, presentati i nuovi bandi Horizon 2020 nell’ambito delle azioni Marie Skłodowska-Curie. Il seminario prevede, inoltre, una sessione dedicata alla Carta Europea dei Ricercatori e al Codice di Condotta per la loro Assunzione, un documento chiave nell’ambito delle politiche europee di sviluppo e innovazione tecnologica. In particolare si parlerà dell’importanza dell’adozione della Carta Europea dei Ricercatori e della sua effettiva implementazione in Italia e a livello europeo.

Per ulteriori informazioni, segui il tour qui!:

www.facebook.com/EURAXESS.OnTour,

@EURAXESS_OnTour, #EURAXESS_OnTour, #EU4Jobs,

www.euraxess.org 

Ufficio Stampa UniMI

Sezioni: 
Eventi

prossimo articolo

Gli Usa sono fuori dall’Oms: che cosa succede ora?

Immagine del simbolo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sullo sfondo di una bandiera statunitense

Il ritiro ufficiale degli Stati Uniti dall’Oms, divenuto effettivo il 26 gennaio 2026, apre una fase di forte incertezza per l’agenzia delle Nazioni Unite, che si trova a fare i conti con un grave deficit di bilancio e con pesanti tagli al personale. La riduzione dei finanziamenti, aggravata dal più ampio definanziamento dell’aiuto pubblico allo sviluppo, rischia di avere effetti drammatici soprattutto nei paesi a basso reddito, con milioni di decessi aggiuntivi entro il 2030 secondo uno studio pubblicato su The Lancet Global Health. Ma non mancheranno conseguenze negative anche per i paesi ricchi, Usa inclusi. L’Oms punta ora su un rafforzamento dei contributi obbligatori e su un maggiore impegno per l’indipendenza e la stabilità finanziaria.
Immagine realizzata con ChatGPT.

Che cosa succede all’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ora che gli Stati Uniti si sono chiamati fuori?

Se ne discute da oltre un anno, ovvero da quando Trump ha annunciato il ritiro dall’organizzazione mondiale, diventato ufficiale il 26 gennaio 2026. Il 2 febbraio scorso il tema è stato affrontato anche dal direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ha aperto i lavori della 158esima sessione del Consiglio Esecutivo dell’organizzazione presentando il 2025 come un anno “di contrasti netti”.