fbpx Brain Initiative: mappate le reti neurali | Scienza in rete

Brain Initiative: mappate le reti neurali

Primary tabs

Read time: 2 mins

Gli scienziati dell’Allen Institute for Brain Science hanno presentato, sulle pagine di Nature, la prima mappa tridimensionale di connettività cerebrale del topo. Per arrivare a questi risultati hanno utilizzato scansioni ad alta risoluzione per il rendering di immagini dettagliate delle connessioni neurali di ogni porzione del cervello di topo.
Al fine di ottenere una visione realmente globale, l’équipe di Hongkui Zeng ha raccolto i dati di imaging a risoluzioni inferiori a un micrometro di oltre 1700 cervelli di topi.
Nell’ambito dell’Allen Mouse Brain Connectivity Atlas sono stati raccolti,quindi, circa 1,8 petabyte di dati - l'equivalente di 24 anni ininterrotti di video in HD - tutti ora liberamente disponibili online per l'intera comunità scientifica.
Il risultato è stato il cosiddetto “connectome” che mostra i circuiti formati dalle connessioni tra i singoli neuroni, che lavorano insieme per elaborare e codificare informazioni. Andando nel dettaglio, i ricercatori hanno potuto capire, per esempio, che esistono pattern specifici di connessioni tra diverse regioni del cervello e che la forza stessa delle connessioni è molto variabile. Ci sono, inoltre, regioni di queste connessioni tra i due emisferi che hanno con una simmetria a speculare.
Finora l’unica altra specie per cui gli scienziati hanno completamente mappato le connessioni neurali è stato il C. elegans - un verme con solo 302 neuroni. Il topo ha invece 75 milioni di neuroni pochissimi in confronto ai 100 miliardi di cellule nervose dell’essere umano. L’atlante sarà fondamentale nel dare, però la possibilità ad altri scienziati di confrontare queste mappe con quelle ottenute da modelli murini affetti, per esempio, dal morbo di Alzheimer.

“L’Allen Mouse Brain Connectivity Atlas fornisce una cartina stradale del cervello, a livello di autostrade interstatali e delle grandi città che esse collegano. Trovare e mappare le reti stradali più piccole e le loro intersezioni con le autostrade sarà il prossimo passo, seguito dall’elaborazione delle mappe di strade locali in diversi comuni. Queste informazioni forniscono un quadro di riferimento per ciò che in ultima analisi vogliamo capire: ‘i modelli di traffico’ del flusso di informazioni nel cervello durante le varie attività quali i processi decisionali, la mappatura dell’ambiente fisico, l’apprendimento e altri processi cognitivi o emotivi” ha spiegato David Anderson della Howard Hughes Medical Institute.

La notizia arriva esattamente un anno dopo che il presidente Obama ha presentato l'iniziativa "Brain Initiative", 100 milioni di dollari da invesure nella ricerca sul cervello e nello studio di patologie come il morbo di Alzheimer, la schizofrenia e l'autismo.

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Neuroscienze

prossimo articolo

Terapie riparative? No grazie: non c’è niente da riparare

Coppia con bandiera arcobaleno

Le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, sono pratiche condannate dalla comunità scientifica internazionale, ma un’offerta persiste in diversi Paesi, tra cui l’Italia. La UE non è riuscita a vietarle. La strada verso l’accettazione degli orientamenti di genere è ancora lunga, come ci indica drammaticamente la cronaca.
Foto di Norbu GYACHUNG su Unsplash
 

Il nodo è venuto al pettine: più di un milione di cittadini dell’UE ha chiesto alla Commissione Europea di vietare in tutti gli Stati membri le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, interventi medici e psicologici che la comunità scientifica internazionale da tempo ha giudicato inutili e nocivi, ma che vengono ancora praticati e tollerati in alcuni Paesi. Al momento, però, non esistono le condizioni politiche per raggiungere l’unanimità del Consiglio dell’Unione Europea, che occorre per approvare una decisione in tal senso.