Tutte le cellule del nostro corpo hanno lo
stesso genoma, e se alcune di queste cellule si differenziano in neuroni, altri
come epatociti e altri ancora in linfociti è soltanto perché vengono attivati o
silenziati un diverso insieme di geni.
Un consorzio di 250 scienziati provenienti da 20 paesi ha appena presentato 18
lavori, due dei quali pubblicati su Nature,
che descrivono in modo dettagliato il funzionamento dei geni delle principali
cellule del corpo e dei tessuti umani.
La mappa realizzata è il risultato di sforzi concertati nell'ambito del progetto FANTOM
5 (Functional Annotation of the
Mammalian Genome ). "Ora, per la prima volta, siamo in grado di
individuare le regioni del genoma che si attivano durante una malattia o in
condizioni normali" ha spiegato Winston
Hide, della Harvard School of Public Health.
Il progetto, guidato dall’istituto giapponese Riken Yokohama Institute, ha scoperto come il 95% dei nostri geni
umani vengono accesi e spenti.
I risultati sono arrivati grazie all’utilizzo di una nuova tecnologia chiamata Cap
Analysis of Gene Expression (CAGE).
Finora era possibile mappare solo
gli enhancer in una manciata di tipi di
cellule. Grazie al CAGE invece, i ricercatori sono riusciti a mappare l'attività di 180.000
promotori e 44.000 enhancer e, in molti casi, hanno
scoperto che sono collegati a specifici tipi cellulari.
Gli scienziati hanno
scoperto inoltre, che molte delle mutazioni collegate a malattie sono collegate
proprio all’interno della sequenza enhancer. "Ora abbiamo la chiave pere. Questo nuovo atlante ci
indica le posizioni esatte per cercare le varianti genetiche e per prestringere i geni coinvolti in malattie specifiche", ha sottolineato
Hide.
Ecco il primo atlante dei geni
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Thomas Morgan, quando il gene diventa misurabile

Con le ricerche di Thomas Morgan, all’inizio del Novecento, il gene cessa di essere un’entità teorica e diventa una realtà sperimentale: localizzato sui cromosomi, ordinabile in mappe, soggetto a ricombinazione e mutazione. La pubblicazione del suo "The Theory of the Gene" (1926) ha sancito la nascita della genetica causale e quantitativa, che collega ereditarietà, evoluzione e citologia e apre la strada alla genomica e alla medicina genetica.
La genetica causale nasceva cent'anni fa, quando Thomas Hunt Morgan (1866-1945) tirava le somme di oltre venti anni di studi sperimentali su Drosophila melanogaster. Pubblicato a febbraio, The Theory of the Gene (Yale University Press, New Haven, 1926) fu uno spartiacque nella storia della biologia. “Teoria”, non il concetto del gene, che c’era già almeno come unità di trasmissione, né “che cosa è un gene?”, che non si sa nemmeno oggi.