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Unistem Day sbarca in Nord Europa

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Unistem Day è la giornata di divulgazione della ricerca sulle cellule staminali organizzata dal Centro per la ricerca sulle Cellule staminali dell’Università degli Studi di Milano (Unistem) per gli studenti delle scuole superiori

Nata a Milano sei anni fa per iniziativa di Elena CattaneoDirettore di Unistem e anima della giornata,  l’iniziativa si è negli anni allargata entro ed oltre i confini del Paese, facendo lo scorso anno il suo ingresso in Europa. Quest’anno Unistem Day coinvolgerà anche Svezia e Irlanda, con il prestigioso Karolinska Institute e l’Università Nazionale di Irlanda di Galway che si vanno ad aggiungere ai 6 Atenei spagnoli e all’Università di Edinburgo.

Istituita nel disegno dei promotori anche per riflettere su quanto l'istruzione scientifica sia un contenuto indispensabile dell'educazione civica, Unistem Day è un’occasione per scoprire insieme un interesse o una vocazione per la scienza e la ricerca scientifica, a partire dai temi e dai problemi affrontati nell’ambito degli studi sulle cellule staminali. Attraverso lezioni, discussioni, filmati, visite ai laboratori ed eventi ricreativi, i ragazzi pos­sono incontrare contenuti e metodi della scienza e scoprire inoltre che la ricerca scientifica è divertente e favorisce relazioni personali e sociali costruite sul

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sagoma di volto con fogli colorati che escono dalla testa

Nella “società delle mangrovie”, come la definisce il filosofo Luciano Floridi, dove umano e digitale si intrecciano, l’intelligenza artificiale smette di essere solo fonte di inquietudine e diventa strumento di espressione. Il libro "EmoziIonAbili" (Pisa University Press) racconta come l’IA generativa possa trasformarsi in un «esoscheletro cognitivo» capace di dare voce a giovani con disabilità, amplificando emozioni e storie senza tradirle, e aprendo nuove strade per un uso etico e inclusivo della tecnologia.

L’intelligenza artificiale generativa, che dal 2022 sta trasformando profondamente la nostra vita, continua a disorientarci: ci somiglia così tanto da rendere difficile tracciare un confine tra ciò che produce e ciò che siamo in grado generare noi. Del resto, ha imparato a esprimersi osservandoci e imitandoci, e lo fa sempre meglio. Tutto questo inquieta: saprà fermarsi quando lo vorremo noi?