fbpx Ricerca e supercomputer per capire il mare | Scienza in rete

Ricerca e supercomputer per capire il mare

Read time: 3 mins

Una nuova frontiera per le previsioni oceaniche si apre di fronte al lavoro del CMCC grazie a un progetto vincitore del bando indetto da PRACE, la partnership tra i maggiori centri europei di supercalcolo. Protagonista è Nemo, il modello oceanico che finalmente avrà la possibilità di esprimere al meglio le sue potenzialità utilizzando la capacità di calcolo di MareNostrum, il potente supercalcolatore che ha sede a Barcellona, nell’Università della Catalogna.

Il progetto “Ens4Ocean - ENSemble-based approach for global OCEAN forecasting”, coordinato da Simona Masina e che vede la collaborazione delle divisioni ANS e SCO del CMCC, è stato infatti scelto dalla Partnership for Advanced Computing in Europe (PRACE) che mette elevatissime capacità di calcolo a disposizione di progetti scientifici allo scopo di favorire l’avanzamento nella ricerca attraverso il supporto di infrastrutture tecnologiche di ultimissima generazione.
La proposta del CMCC consiste nel testare la più avanzata implementazione del modello Nemo, che consente simulazioni del sistema oceanico globale a 1/16° di risoluzione orizzontale (pari a circa 6/7 chilometri) e 100 livelli verticali. Il modello svilupperà simulazioni relative al decennio 2003 – 2012, per confrontare i risultati con i dati osservati e verificarne l’esito. A intervalli di tre mesi sullo stesso periodo, inoltre, saranno realizzati dei cosiddetti ensemble, il modello lavorerà cioè con condizioni di partenza perturbate, e questo consentirà di capire le possibili traiettorie che il modello può prendere.

La ricerca oceanografica ha così a disposizione un’importante opportunità per migliorare la conoscenza degli strumenti che si hanno a disposizione e per compiere un concreto avanzamento nella realizzazione di quelle previsioni oceaniche che, grazie all’utilizzo di modelli ad alta risoluzione come Nemo e alla disponibilità di infrastrutture di calcolo molto potenti, possono raggiungere nuovi livelli di dettaglio e di affidabilità. Dai risultati della ricerca oceanografica, infatti, nascono prodotti e servizi che contribuiscono a definire meglio le strategie politiche che riguardano le attività che si svolgono a mare (dalla navigazione alla pesca fino alle attività mercantili, alla produzione di energia e alla protezione dell’ambiente marino) e a garantirne una maggiore sicurezza.
Prima di essere accettato, il progetto del CMCC ha superato una severa selezione che ha visto partecipare 141 proposte esaminate dagli esperti di PRACE prima di essere valutati da una commissione indipendente che si è concentrata sull’eccellenza scientifica delle proposte. Grazie alla solida collaborazione tra la divisione ANS (che si occupa dei modelli e delle simulazioni) e la divisione SCO che – guidata dal Prof. Giovanni Aloisio – ha sviluppato i test necessari a dimostrare che il modello Nemo è adatto ad essere utilizzato su un’infrastruttura complessa come quella di MareNostrum, il CMCC può contribuire a segnare un passo importante nell’avanzamento della realizzazione di previsioni oceaniche più precise e dettagliate e dell’integrazione multidisciplinare al servizio della ricerca scientifica. 

Ufficio Stampa CMCC

Autori: 
Sezioni: 
Ricerca oceanografica

prossimo articolo

I tre Gesù del Michigan, un viaggio tra mente, storia ed etica

Tre uomini convinti di essere Gesù, i molti «Napoleoni» ricoverati nella Francia dell’Ottocento, persone che percepiscono un proprio arto come estraneo: nel suo saggio, lo psicologo Douwe Draaisma attraversa alcuni dei più singolari inganni della mente. Ma “I tre Gesù del Michigan e altri curiosi casi di illusioni e inganni della mente” (Codice Edizioni, 2026) è anche un viaggio nella storia della psichiatria e nel modo in cui è cambiato il nostro sguardo sui suoi pazienti. Perché i deliri non nascono fuori dal tempo: parlano dell’epoca, della cultura e dell’ambiente in cui prendono forma. Mostrando il tentativo della mente di preservare, anche nelle condizioni più estreme, una propria coerenza.

C’è poco da girarci intorno: molti disturbi psichiatrici, per terribili che siano a livello umano, ci risultano affascinanti. Non è un caso che abbiano ispirato libri e film, a volte autobiografici, altre più o meno romanzati: da Una stanza piena di gente di Daniel Keyes a A beautiful mind, da La ragazza interrotta (che è stato sia libro sia film) fino all’opera omnia del neurologo Oliver Sacks, che di quei disturbi ha fatto il centro della sua narrazione in chiave divulgativa.