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In arrivo il nuovo Sapere

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Dal 12 marzo con una veste grafica totalmente aggiornata sarà nelle librerie il primo numero della rinnovata rivista Sapere.
 La prima rivista di divulgazione scientifica italiana cambia pelle ma non cambia anima:
• news di attualità scientifica dal mondo;
• un corpo di articoli di approfondimento in cui brillanti e prestigiosi scienziati italiani e stranieri descrivono al grande pubblico le loro attività di ricerca in fisica, chimica, matematica, biologia, medicina, geologia, neuroscienze ecc;
• una serie di nuove rubriche, brevi e incisive, su clima, matematica, fisica, chimica in cucina, astronomia, scienza e musica ecc;
• una sezione “light” per parlare di scienza e intorno alla scienza anche attraverso il racconto, la graphic novel, l’infografica e, perché no, la fotografia e l’arte;
• pagine di recensioni a saggi scientifici del panorama italiano e internazionale e consigli di lettura.

Nell’era digitale, non mancherà un nuovo sito web complementare alla rivista cartacea, con notizie, curiosità, articoli, blog e la possibilità di scaricare i contenuti per via digitale, rendendoli fruibili in modo snello, piacevole da leggere, e accessibile a tutti coloro che hanno sete di scienza, a cominciare dagli studenti delle scuole superiori e delle università.

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Editoria scientifica

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Gloriosa in battaglia: vivere nello spettro della divergenza

screenshot dal film The wodereres

Una giovane con una grave disabilità, una famiglia che le gravita attorno, imparando momento dopo momento come orientarsi e modificare lo sguardo sul mondo per accoglierla. "The wonderers", il film di Joséphine Japy presentato a Cannes lo scorso anno, ha vinto il premio per la migliore interpretazione femminile al Milano film festival. 

In copertina: screenshot dal film “The wondereres" (2025)

Mettere in scena senza catarsi, lezioni morali o rivendicazioni per diritti negati; raccontare la consistenza della vita com’è con e per un figlio o una figlia, un fratello o una sorella neurodivergente non è impresa semplice. Il docufilm forse favorisce registi e attori, ma cimentarsi in un lungometraggio implica maestria, sensibilità e un vissuto sinora visti raramente sullo schermo. Vivere nello spettro della divergenza è un modo diverso di percepire il mondo.