fbpx Ecco la massa dell'elettrone, 13 volte più precisa | Page 3 | Scienza in rete

Ecco la massa dell'elettrone, 13 volte più precisa

Read time: 2 mins

E' uno dei mattoni fondamentali della struttura della materia, da cui dipendono le proprietà di atomi, molecole e le costanti che tengono uniti i corpi macroscopici. La massa dell'elettrone, però, è per sua natura troppo piccola perché possa essere misurata con precisione assoluta. Una ricerca appena pubblicata su Nature, tuttavia, mostra i dati di una nuova misura che migliora di 13 volte le precedenti, battendo gli ultimi record di precisione - l'ultimo è da riferire alla misura adottata nel 2006 dalla commissione per per i dati per la Scienza e la Tecnologia. 

Per raggiungere questo risultato, i ricercatori del team di Sven Sturm dell'Istituto Max Planck di Fisica Nucleare di Heidelberg, ha utilizzato una tecnica, la Penning Trap,  in grado di limitare l'incertezza di misura nell'osservazione del sistema atomico di un atomo di carbonio carico positivamente (legato cioè ad un elettrone, ovvero uno ione) 'immergendolo' in un campo elettromagnetico.
In queste condizioni, un elettrone orienta il suo asse di rotazione e quindi la sua posizione in base all'intensità del campo, proprio come può fare una più familiare barretta di ferro, muovendosi come una trottola. Ai fisici è noto che il parametro in questo caso misurabile è lo spin (o variazione del momento angolare intrinseco). La misura della sua frequenza di oscillazione riesce in questo modo a isolare l'informazione specifica sull'elettrone, considerando che la massa del nucleo di carbonio a cui è legato è già ben nota.

Si tratta di un risultato eccezionale, non solo per la precisione numerica raggiunta, ma perché pone le basi per una nuova stagione di misura in esperimenti di fisica fondamentale, dicono gli autori, compresi test per dare nuove conferme della teoria del Modello Standard, che descrive tre delle quattro forze fondamentali e le relative particelle elementari.

Per fornire prove delle previsioni di questa teoria, impresa ardua quando si è in presenza di campi elettrici molto forti, la strada da percorrere è ancora lunga, come spiega Edmund Myers delle Florida State University e coautore dello studio, sempre su Nature. E' necessario, infatti, puntare al calcolo di un altro parametro, la costante di struttura fine. Obiettivo a cui i ricercatori hanno già puntato progettando set up sperimentali in condizioni fisiche più estreme, a valori più alti di energia di ionizzazione.  

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Fisica

prossimo articolo

Niente panico! Siamo a scuola

megafono su sfondo scuro con la scritta do not panic

Il tema della salute mentale dei giovani è al centro del dibattito pubblico, ma insieme all’attenzione cresce anche il timore di approcci inutilmente medicalizzanti. La promozione della salute, volta piuttosto a rafforzare le risorse individuali e intervenire anche sui contesti che creano disagio, potrebbe essere di maggiore aiuto. L’esperienza di Panikit, un kit di pacificazione con gli attacchi di panico appare un modello promettente.
 

Negli ultimi anni, la salute mentale dei giovani è al centro del dibattito pubblico e oggetto di numerose iniziative. Tuttavia, nonostante gli sforzi e le buone intenzioni, i risultati non sempre appaiono incoraggianti: molti studenti vivono a scuola condizioni di ansia e attacchi di panico, talvolta inabilitanti. Quando il confine tra ciò che consideriamo sofferenza, disturbo, malattia si allarga, può crescere la tendenza a medicalizzare problemi che hanno anche radici sociali, relazionali e contestuali.