fbpx ASI: al via la procedura per la scelta del nuovo presidente | Page 16 | Scienza in rete

ASI: al via la procedura per la scelta del nuovo presidente

Read time: 2 mins

Al via la procedura per la nomina da parte del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza, del nuovo presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi). Nella giornata di ieri, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Professor Aldo Sandulli è stato nominato commissario straordinario dell’Agenzia, a seguito delle dimissioni di Enrico Saggese. In contemporanea parte anche la procedura per l’individuazione del nuovo Presidente. Carrozza ha infatti firmato il decreto di nomina del Comitato di selezione che, secondo quanto previsto dall’articolo 11 del decreto legislativo 213 del 31 dicembre 2009 sul riordino degli Enti di ricerca, dovrà predisporre una rosa di nomi da proporre al Ministro.

Il Comitato è composto da:

-       Professor Fabio Beltram, Direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa (coordinatore);

-       Professoressa Donatella Sciuto, Prorettore delegato del Politecnico di Milano;

-       Professor Giacinto Della Cananea, Professore ordinario di Diritto Amministrativo dell’Università degli Studi di Roma di ‘Tor Vergata’.

Entro massimo 7 giorni dalla sua nomina il Comitato fisserà, attraverso un Avviso pubblico, tempi e modi per la presentazione delle candidature che andranno avanzate entro 10 giorni dalla pubblicazione dell’Avviso. Entro 30 giorni dal decreto firmato oggi il Comitato dovrà proporre al Ministro una rosa di candidati per la nomina del Presidente. Il Comitato, nel valutare le singole candidature, dovrà garantire che il profilo dei candidati risponda ad una elevata qualificazione tecnico-scientifica, comprovata da particolari competenze professionali, acquisite anche in ambito internazionale.

Ufficio stampa MIUR

Autori: 
Sezioni: 

prossimo articolo

Di che cosa parliamo quando parliamo di TEA

Campo coltivato di cereali al tramonto

Negli ultimi anni, le tecniche di ingegneria genetica e la cosiddetta “evoluzione assistita” (TEA) hanno riacceso il dibattito, in campo non solo scientifico, ma anche economico e culturale. La questione centrale può essere riassunta in una domanda: è davvero possibile, con le tecnologie attuali, intervenire sul DNA di una pianta coltivata per renderla più resistente senza dover fare i conti con implicazioni più ampie, di tipo biologico, evolutivo, agroecologico e persino filosofico? Crediti immagine: Yosi Azwan su Unsplash

L’annuncio del prossimo arrivo di nuove varietà di piante coltivate definite TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita, interpretazione italiana di New Genetic Techniques) riaccende il dibattito su quanto la genetica possa realisticamente ottenere in termini di aumento delle produzioni alimentari e su come, modificando uno o pochi geni del corredo genetico, si possano aumentare stabilmente le resistenze a stress e parassiti, migliorare la sicurezza alimentare nei suoi diversi risvolti di sostenibilità, di equità e di etica.