fbpx Enrico Saggese si dimette dall'ASI | Scienza in rete

Enrico Saggese si dimette dall'ASI

Read time: 2 mins

Il presidente dell'ASI Enrico Saggese ha rimesso il disposizione del ministro dell'Istruzione Università e Ricerca Maria Chiara Carrozza il proprio mandato al vertice dell'Agenzia Spaziale Italiana.
Lo annuncia una nota dell’Asi: “L’ingegnere Enrico Saggese, nel rispetto delle indagini in corso, ribadendo la sua totale estraneità ai fatti contestatigli, nell’interesse dell’autorevolezza internazionale dell’Agenzia Spaziale Italiana, acquisita specialmente nell’ultimo quinquennio, e al fine di meglio difendere la propria integrità, onorabilità e prestigio, maturati in più di quaranta anni di attività nel settore spaziale, ha inviato al Ministro Vigilante una lettera di messa a disposizione il proprio mandato di Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, con effetto immediato”. Questa decisione arriva dopo le perquisizioni effettuate, nei giorni scorsi, negli uffici dell'Agenzia Spaziale Italiana e in società fornitrici a Roma ed in varie città italiane.
Saggese, insieme ad altre sei persone, è indagato per le ipotesi di reato di corruzione e concussione in merito a presunte irregolarità di rapporti contrattuali che legano l’Asi e alcune società.
Al centro dell'indagine condotta dal pm Paolo Ielo ci sono i contratti chiusi con alcune società: la Sistina Travel, che organizza viaggi all'estero per i dipendenti Asi, il Centro italiano di ricerche aerospaziali con sede a Capua, la Get-It e la Eurofiere, in provincia di Torino e poi la Art Work e la Space Engineering di Roma.

Autori: 
Sezioni: 
Agenzia Spaziale Italiana

prossimo articolo

Capire se sappiamo prevedere i terremoti è difficile

grafico onde

Prevedere la data e il luogo esatti in cui si verificherà un terremoto è impossibile. Tuttavia, si possono formulare delle previsioni probabilistiche nel breve termine, sfruttando il fatto che i terremoti tendono a concentrarsi nel tempo e nello spazio. Da una decina di anni alcuni paesi del mondo hanno lavorato a queste previsioni, cercando di formularle in modo che fossero utili per le autorità di protezione civile e di gestione delle emergenze. Tra questi paesi c’è l’Italia, che ha cominciato a lavorarci sul serio dopo il terremoto avvenuto a L’Aquila il 6 aprile del 2009. Ma come si fa a capire quando un modello produce buone previsioni? La domanda è tutt’altro che semplice. Provano a rispondere due sismologi e due statistici in uno studio pubblicato su Seismological Research Letters.

Immagine rielaborata da https://doi.org/10.1029/2023RG000823. (CC BY 4.0)

L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo ad aver sviluppato un sistema per la previsione probabilistica dei terremoti. Si chiama Operational Earthquake Forecasting-Italy (OEF-Italy) e viene gestito dal Centro di Pericolosità Sismica dell’Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia (INGV).