fbpx Ecco i vincitori del Bando Ceres | Page 11 | Scienza in rete

Ecco i vincitori del Bando Ceres

Read time: 3 mins

Sono stati resi noti i vincitori del Bando Ceres. I 4 progetti selezionati avranno a disposizione un finanziamento di 2 milioni di euro messo a disposizione congiuntamente dalla Fondazione Cariplo e dalla Fondazione francese Agropolis Fondation.
Le due Fondazioni da sempre impegnate nella promozione e nel sostegno della ricerca scientifica hanno deciso di condividere risorse economiche, umane e strumentali per migliorare le ricerche nel campo delle scienze agrarie.
Già a partire dal 2011, attraverso FIRST sono stati finanziati 4 progetti di ricerca pluriennali per trovare gli strumenti in grado di aumentare la produzione di riso attraverso percorsi che rendano la produzione più efficiente e sostenibile dal punto di vista ambientale e salvaguardando al contempo la qualità nutrizionale del prodotto.
A seguito di questa proficua esperienza la collaborazione prosegue con CERES, per il sostegno di progetti condivisi tra ricercatori italiani, francesi e di paesi emergenti/in via di sviluppo con il fine di favorire ricerca utile al miglioramento delle produzioni cerealicole.
Complessivamente sono pervenute 16 richieste di contributo. La valutazione dei progetti di ricerca è stata condotta con il coinvolgimento di importanti esperti esterni. Nell’esame delle proposte sono stati privilegiati i progetti che si sono distinti per: qualità scientifica, effettiva integrazione tra i partner, interdisciplinarietà e integrazione della ricerca proposta, rilevanza in merito ad aspetti socio-economici, coinvolgimento di stakeholder locali valore aggiunto del contributo delle due Fondazioni.

L’équipe di Chiara Tonelli dell’Università di Milano, in collaborazione con François Tardieu dell’INRA, cercherà d’individuare fenotipi di mais più resistenti allo stress idrico. Oltre ai gruppi italiano e francese sarà coinvolto un partner keniota, che consentirà la messa a punto di studi in campo nelle condizioni idriche di interesse, oltre a consentire il trasferimento e lo scambio di competenze.
Al centro del progetto di Francesca Sparvoli dell’Istituto di Biologia e Biotecnologie Agrarie del Cnr di Milano e di Laurent Laplaze c’è invece il miglio perlato, una coltura diffusa in molte zone aride del mondo e ancora poco considerata sia a livello di ricerca che di industria e politica agraria.
Il progetto si distingue per la complementarietà dei gruppi coinvolti e per l’attenzione agli aspetti formativi, in particolare nei confronti dei giovani ricercatori provenienti dai paesi in via di sviluppo.
Tutti gli studi finanziati da Ceres hanno un duplice obiettivo: sviluppare strumenti in grado di garantire il nutrimento di una popolazione mondiale in continua crescita e cercare di trasferire i know-how e i risultati ottenuti a ricercatori e produttori dei paesi in via di sviluppo.
Obiettivi presenti anche nel progetto di Laura Rossini del Parco Tecnologico Padano e David Pot (CIRAD) che svilupperanno una strategia integrata per l’ottimizzazione della filiera di produzione di bioenergia da sorgo nelle aree mediterranee e semiaride dell’Africa occidentale.
Comprendere meglio l’impiego di combinazioni ad hoc di microrganismi benefici in qualità di fertilizzanti biologici e protettori biologici da stress di natura biotica o abiotica per il miglioramento della produzione di grano sono solo alcuni dei target che Bracale Marcella dell’Università degli Studi dell'Insubria e Lionel Moulin dell’IRD analizzeranno.

Innovazione e ricerca nel settore agroalimentare. Tema quanto mai attuale, manca, infatti, poco più di un anno all’Expo. “Grande eredità di Expo saranno le proposte concrete che emergeranno dall'azione di analisi e di confronto delle migliori pratiche mondiali per affrontare le emergenze della sicurezza alimentare e dello sviluppo sostenibile”, ha detto pochi giorni fa il sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Ecco Fondazione Cariplo e Agropolis ci stanno già lavorando.

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Ricerca e sviluppo

prossimo articolo

"Noi persone con sclerosi multipla vogliamo essere parte della ricerca"

Immagine di Rachele Michelacci che interviene al convegno della AISM

Nel corso del congresso scientifico annuale dell'Associazione italiana sclerosi multipla (AISM) e della sua fondazione, la vicepresidente Rachele Michelacci  ha rivendicato la centralità delle persone malate nella ricerca. Lo ha detto in un contesto favorevole, visto che che il programma di engagement dei pazienti, le loro famiglie e i caregiver è stato preso a modello dalle altre società scientifiche e dalla comunità europea. Riportiamo in italiano il discorso di Rachele Michelacci in occasione della Giornata della sclerosi multipla (30 maggio) che vedrà 200 monumenti in tuta Italia colorarsi di rosso.
Immagine  di copertina e traduzione di Luca Carra

A un certo punto del congresso scientifico annuale dell'Associazione italiana sclerosi multipla e della sua fondazione, che si è tenuto a Roma dal 25 al 27 maggio scorsi, Rachele Michelacci, vicepresidente dell'Associazione, ha preso il centro della scena, salendo sul palco, e ha raccontato il suo bisogno, il bisogno di tante persone ammalate, di prendere parte alla ricerca, non solo di esserne oggetto.