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Il tg5 rettifichi le dichiarazioni di Walter Caporale

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Stamane Filomena Gallo e Dario Padovan, rispettivamente Segretario dell’Associazione Luca Coscioni e Presidente Pro Test Italia, hanno inviato una lettera al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, al Ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri, e al direttore del tg5 Clemente Mimun in merito ad un servizio andato in onda il 29 dicembre 2013 sul tg5 e riguardante la sperimentazione animale.
Si legge nella missiva: “Nell’ edizione delle 8.00 al minuto 12.14, la voce narratrice ha reso nota una lettera aperta di Walter Caporale - Associazione Animalisti Italiani Onlus, in cui si afferma che:"la Vivisezione verrebbe praticata anche sulle persone indifese, tra queste detenuti e barboni nel segreto di alcuni laboratori".
Quanto dichiarato da Walter Caporale e riportato dal giornalista del TG5 induce l'ascoltatore a ritenere che in Italia sia possibile che qualcuno non identificato compia vivisezione e sperimentazione su persone indifese, in particolare detenuti e barboni”.
Dichiarano Gallo e Padovan: “Da anni lavoriamo per la libertà di ricerca scientifica e il rispetto del metodo scientifico e delle norme in vigore nel nostro Paese. Riteniamo che la portata di tali affermazioni sia gravissima e discredita il lavoro di tanti ricercatori che nel rispetto delle leggi lavorano nei laboratori italiani. Pertanto, in nome e per conto dell’Associazione Pro test Italia e Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, chiediamo che il TG5 ospiti parere contrario a riparazione della informazione scorretta fornita e in subordine la richiesta di leggere testo di rettifica. In caso di nulla di fatto, dovremo inviare richiesta di provvedimento dall'Agcom per violazione principio di completezza, correttezza e imparzialità dell’informazione oltre che del principio di rispetto della dignità umana”.

Ufficio Stampa
Associazione Luca Coscioni

Autori: 
Sperimentazione animale

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Il CREA rischia una grave perdita di autorevolezza scientifica

In una lettera aperta un gruppo di ricercatori, fra i quali il Nobel Giorgio Parisi, Elena Cattaneo e Paola Bonfante, esprime la preoccupazione per le nuove nomine di direttori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), l'ente nazionale di ricerca vigilato dal  Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le nomine sembrano infatti «trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come direttori e le aree di ricerca dei Centri». Alcuni profili dei nuovi direttori mostrano curricula da «giovane borsista» più che da ricercatore maturo».In conclusione: «Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare».

Il CREA è il principale ente pubblico italiano di ricerca in agricoltura e scienze agroalimentari. Per questo, le recenti nomine da parte della dirigenza dei 12 Direttori dei suoi Centri di ricerca non possono essere considerate una vicenda interna all’Ente, ma riguardano la credibilità stessa della ricerca pubblica nazionale in un settore strategico per il Paese.