fbpx La scienza a suon di rap | Scienza in rete

La scienza a suon di rap

di MCS
Read time: 2 mins

Tutto è iniziato con questo video. Lei è Kate McAlpine, aka alpinekat, una scrittrice scientifica che nel 2008, mentre lavorava all'LHC, l'acceleratore di particelle situato al CERN di Ginevra, ha deciso di girare un video rap, il suo titolo: Large Hadron Rap.
Descrivendo con beats e metriche accattivanti in cosa consiste l'esperimento, il video in poco tempo, grazie al tam tam mediatico, ha raggiunto su YouTube le 2 milioni di visualizzazioni, adesso ne ha più di 7 milioni. Non è l'unica science rapper, Jonathan Chase con la sua "Astrobiology", Bill Nye con "Water Cycle Jump" e MC Hawking (chiaro omaggio al famoso fisico Stephen Hawking) con "Entropy" sono solo alcuni esempi di quel nuovo genere musicale che viene chiamato science rap.
Il linguaggio scientifico unito alla musica ha fatto impazzire anche gli insegnanti di scienze delle scuole americane, primo fra tutti Tom McFadden il quale racconta la biologia ai suoi studenti di Stanford in rima. Quest'estate in 9 licei pubblici newyorkesi si è svolto il campionato di Science Genius, un programma educativo sperimentale che ha come scopo la promozione della chimica, la biologia e la fisica tramite la cultura rap. Gli studenti si sono scontrati con rime su temi come il DNA, la tavola periodica e la gravità. E se poi i vostri figli hanno bisogno di un aiutino nelle materie scientifiche vi suggerisco queste ripetizioni di rhymenlearn.com a suon di rap, spaziano dal sistema circolatorio sanguigno al teorema di Pitagora.

Insomma la scusa che le lezioni di matematica o biologia siano pesanti e gli insegnanti noiosi non si può più usare, almeno negli Stati Uniti. E in Italia, siamo pronti per portare un po' di ritmo nella scienza?

Mandeka Papini


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Giove rimpicciolisce (di poco): la nuova misura dalla missione Juno

giove

Nuove analisi combinate dei dati della sonda Juno e del telescopio spaziale Hubble aggiornano con precisione senza precedenti la forma di Giove, che risulta leggermente più compatto rispetto alle stime storiche derivate da Pioneer e Voyager, con raggi polare ed equatoriale inferiori rispettivamente di circa 12 e 4 km. Questi risultati, da poco pubblicati su Nature Astronomy, introducono vincoli più stringenti sui modelli della struttura interna dei giganti gassosi e migliora la calibrazione delle relazioni massa–raggio usate per interpretare gli esopianeti.

Nell'immagine di copertina: il pianeta Giove. Crediti: Kevin M. Gill (CC-BY) based on images provided courtesy of NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS

Dopo oltre quarant’anni, nuovi dati della missione Juno della NASA e del telescopio spaziale Hubble hanno permesso di ricalcolare con precisione senza precedenti la forma di Giove, rivelando che il pianeta è leggermente più compatto rispetto a quanto indicato dalle stime storiche. Il risultato, pubblicato su Nature Astronomy, introduce un nuovo vincolo quantitativo sui modelli interni di Giove e, più in generale, sulla fisica dei pianeti giganti.