fbpx Consiglio Comunale di Bergamo in sost | Page 7 | Scienza in rete

Consiglio Comunale di Bergamo in sost

Read time: 1 min

Il Consiglio Comunale di Bergamo ha approvato una mozione a sostegno a Silvio Garattini, all’Istituto di Ricerche Mario Negri e alla ricerca farmacologica.

Questo documento si è reso necessario dopo che da alcuni mesi alcune organizzazioni, che si prefiggono di difendere gli animali hanno dato inizio a una campagna aggressiva e dannosa nei confronti degli istituti di ricerca farmacologica. L’attività di queste organizzazioni è sfociata negli attacchi sempre più violenti nel linguaggio fino alle minacce di morte nei confronti di Silvio Garattini. “L’attività di ricerca e sperimentazione è indispensabile per la cura delle persone in condizioni di fragilità e malattia, e che senza la possibilità di utilizzare gli animali tale attività sarebbe fortemente penalizzata, con grave pregiudizio nella possibilità di cura” si legge nel testo della mozione approvata all’unanimità dei presenti in Consiglio.  Nel testo viene sottolineato come “ la ricerca e sperimentazione si avvale della possibilità di utilizzo degli animali trattati con tutte le cure della corretta replicazione scientifica riconosciute dalla letteratura internazionale e che tali pratiche non possono essere definite”vivisezione””.

Il Consiglio comunale si impegnerà, inoltre, a rendersi disponibile per un’azione di informazione e sensibilizzazione della comunità civile affinché, attraverso una serie di iniziative scientifico culturali, si conoscano le vere modalità e procedure di utilizzo degli animali utili alla ricerca scientifica.

Mozione del Consiglio Comunale di Bergamo di sostegno di Silvio Garattini

Autori: 
Sperimentazione animale

prossimo articolo

Un voto per la Costituzione: NO a questa riforma

Un martelletto da magistrato su fondo bianco

L’ultimo contributo di riflessione sulle ragioni del NO, in cui Scienza in rete si riconosce, riguarda il percorso che ha portato al disegno di legge di modifica costituzionale su cui siamo chiamati a votare. Un percorso che ha evitato accuratamente confronto e discussione, ovvero l’opposto di quanto dovrebbe essere per qualsiasi intervento di modifica della Costituzione, la prima legge del Paese.

Crediti immagine: Tingey Injury Law Firm su Unsplash

Siamo ormai alla vigilia del voto per il referendum. Occorre sottolineare una volta di più che prima di tutto, prima che sulla giustizia, prima che sulla separazione delle carriere dei magistrati, prima che sugli organi deputati a controllarne l’operato, si vota sulla Costituzione: è infatti per mezzo del cambiamento di sette articoli costituzionali che si potrà esprime il voto sulla specifica materia della consultazione popolare.