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Il movimento Pugwash in merito al nucleare iraniano

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Il 24 novembre è stato fatto un passo avanti per cercare di risolvere la complicata questione del nucleare iraniano. Dopo 4 giorni di trattative serrate intercorse tra Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania e l'Iran, il governo di Teheran si è impegnato a interrompere l’arricchimento dell’uranio sopra il 5%, a non aggiungere altre centrifughe e a neutralizzare le sue riserve di uranio arricchito a quasi il 20%, mentre le maggiori potenze non imporranno per i prossimi sei mesi sanzioni all’Iran. Si tratta però di un accordo limitato nel tempo che permetterebbe la prosecuzione dei colloqui per una soluzione definitiva del conflitto che si era creato tra il regime di Teheran e le potenze occidentali.

Sull’accordo "ad interim" sul nucleare iraniano, tra le tante di prese di posizione e dichiarazioni, quella degli officers del Pugwash Conferences on Science and World Affairs è di particolare importanza e chiarezza.
Nel documento si riconosce il valore storico di un accordo per troppo tempo ritardato, ma si mette anche bene in risalto che adesso il lavoro negoziale deve continuare per arrivare rapidamente ad un accordo finale.
Come sempre, il Pugwash continuerà a operare per favorire il dialogo e il confronto pacifico, unica strada per risolvere i problemi di sicurezza regionale e globale.

 Dichiarazione del Pugwash Conferences on Science and World Affairs

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Anche i terremoti piccoli sono importanti

In alcune sequenze sismiche si osserva una correlazione tra le magnitudo di scosse successive, facendo sperare di poter migliorare i modelli per la previsione probabilistica dei terremoti. Tuttavia, secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Napoli Federico II, quando i dati indicano la presenza di una correlazione è solo perché le scosse più piccole sfuggono alle registrazioni. Nell’immagine una strada di Fort Irwin, California, il 5 luglio 2019, dopo che tre scosse di magnitudo tra 6,4, 5,4 e 7,1 partirono dalla città di Ridgecrest, cento chilometri più a nord. Credit: Janell Ford/DVIDS.

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