fbpx Giorgio Parisi socio dell'American Philosophical Society | Page 15 | Scienza in rete

Giorgio Parisi socio dell'American Philosophical Society

Read time: 3 mins

Il fisico Giorgio Parisi è stato eletto socio dell’ American Philosophical Society. E’ il secondo italiano, dopo Tullio Regge, ad essere accolto  nella più antica società accademica statunitense, che conta tra i fisici, 48 membri americani e solo 6 stranieri.   
Società accademica dal prestigio internazionale, l’American Philosophical Society, fondata da Benjamin Franklin nel 1743,  promuove la conoscenza nei diversi campi del sapere scientifico e umanistico, supportando l’eccellenza della ricerca e dell’insegnamento con convegni, l’editoria scientifica e la divulgazione.
Giorgio Parisi è uno dei fisici più autorevoli del mondo ed è considerato uno dei migliori scienziati italiani in assoluto. Con Carlo Rubbia è l'unico fisico italiano membro della National Academy of Sciences degli Stati Uniti d’America.
I risultati che lo hanno reso noto a livello internazionale riguardano principalmente i sistemi disordinati  ed  i vetri di spin (anche noti come spin glass), una classe di modelli della meccanica statistica di cui lo stesso Parisi ha fornito numerose applicazioni in altri ambiti come la teoria della complessità computazionale, biologia e l’immunologia. Notevoli anche i suoi contributi nel campo della fisica delle particelle elementari. I suoi studi hanno avuto un impatto rilevante in molti altri campi del sapere quale l’antropologia, le scienze cognitive, la finanza e le scienze sociali. E’ di fatto oggi una delle personalità più influenti del panorama scientifico internazionale.
“Questa affiliazione non va solo a me ma anche a tutti coloro che ho seguito durante la mia carriera – ha dichiarato il Prof. Parisi - se io sono stato un bravo maestro, loro sono stati degli ottimi allievi. E’ un riconoscimento che si inquadra nella lunga tradizione della scuola di fisica romana, a partire da Fermi, Amaldi e sarebbe andato certamente a Nicola Cabibbo, se non fosse prematuramente scomparso tre anni fa.”
“Riconoscimenti come questo attestano ancora una volta – ha dichiarato il presidente INFN Fernando Ferroni - che la fisica e la scienza italiana sono rappresentati ai massimi livelli da personalità di levatura assoluta e che le grandi istituzioni internazionali non faticano a riconoscerlo.” 

Giorgio Parisi si è laureato all'Università La Sapienza di Roma nel 1970, sotto la guida di Nicola Cabibbo. È stato ricercatore presso l’INFN, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, la Columbia University e in seguito all'Institut des Hautes Études Scientifiques, all’École normale supérieure de Paris e presso l’Università di Roma Tor Vergata.  Attualmente insegna "Meccanica statistica e fenomeni critici" presso il dipartimento di fisica dell’Università La Sapienza di Roma e direttore dell’SMC del CNR, è associato all’INFN.
Per i suoi contributi alla fisica, matematica e alla scienza in generale ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, fra cui la Medaglia Boltzmann, il premio Dirac, e il premio Fermi. E’ anche membro dell’Accademia dei Lincei e dell’Accademia Francese delle Scienze.

Ufficio Comunicazione INFN

Autori: 
Onorificenze

prossimo articolo

Artemis II: il lato in ombra della corsa alla Luna

Immagine della navicella spaziale Orion con la luna illuminata a metà sullo sfondo

Paolo Attivissimo nel suo recente saggio dedicato al ritorno sulla Luna offre un quadro realistico della nuova corsa al nostro satellite. Una corsa che la NASA non può perdere, ma che ha difficoltà a vincere, anche perché con il tempo c'è stata una drastica riduzione dei finanziamenti: sono solo una frazione rispetto a quelli che aveva ricevuto il programma Apollo, mentre i nodi dei voli umani al di là dell’orbita circumterrestre sono identici a quelli che si erano dovuti affrontare allora. Crediti immagine: NASA

Il diluvio mediatico collegato alla missione Artemis II che, con tutti i suoi record, ha fatto dimenticare i problemi sulla rampa di lancio nonostante il costo esorbitante del lanciatore, forse ci inducono a concentrarsi sui dettagli piuttosto che sull’intero impianto del programma di ritorno alla Luna.