fbpx Premio Balzan: un premio per la ricerca | Page 3 | Scienza in rete

Premio Balzan: un premio per la ricerca

Read time: 2 mins

Dal 2001 i vincitori dei Premi Balzan sono tenuti a destinare metà del riconoscimento in denaro al finanziamento di progetti di ricerca, condotti preferibilmente da giovani ricercatori.

I progetti di ricerca dei premiati Balzan mettono in luce la particolare vocazione del Premio: generare nuovi e interessanti ambiti di studio e di ricerca scientifica.

In dodici anni (2001 - 2012) 48 progetti di ricerca di tutte le discipline scientifiche e umanistiche, condotti da giovani di 20 paesi del  mondo, coinvolgendo nel lavoro (direttamente o indirettamente) circa 500 ricercatori, sono stati finanziati dal Premio Balzan con 21,5 milioni di franchi svizzeri (circa 18 milioni di euro).

Altri quattro programmi di ricerca nelle materie premiate 2013 Storia del Medioevo, Sociologia, Informatica e comunicazione quantistica, Malattie infettive, saranno presentati dai Premiati 2013 André Vauchez, Manuel Castells, Alain Aspect e Pascale Cossart.     
Come consuetudine, tali programmi conterranno indicazioni sulle linee di lavoro, sui responsabili e sugli istituti, o centri di ricerca, sedi dell'attività: la loro approvazione da parte del Comitato Generale Premi Balzan darà il via al finanziamento diretto, da parte della Fondazione Balzan "Fondo", di quattro nuovi progetti con 375.000 franchi ciascuno (circa 300.000 euro), per un totale di 1,5 milioni di franchi (circa 1.200.000 euro).

La Fondazione Balzan "Premio" segue lo sviluppo dei progetti, ricevendo rapporti e consuntivi da parte degli stessi Premiati. Il risultato tangibile, fino ad oggi, è stato evidenziato dalla pubblicazione di centinaia di importanti articoli accademici e una ventina di volumi con contributi innovativi, oltre a conferenze e workshop.

Il Comitato Generale Premi ha annunciato che per il 2014 i Premi Balzan saranno attribuiti a questi ambiti di ricerca:
- archeologia classica  
- epistemologia e filosofia della mente          
- ecologia delle piante (pura e/o applicata)    
- matematica (pura o applicata)

Tali premi (un totale di 3 milioni di franchi svizzeri - 2,4 milioni di euro ai Premiati 2014) si tradurranno in ulteriori finanziamenti alla ricerca

Il volume “The Balzan Prizewinner’s Research Projects: An Overview”, panoramica di tutti i progetti di ricerca svolti e in svolgimento, è stato pubblicato nel 2010 e nel 2012, ed è scaricabile nella sezione “pubblicazioni” del sito www.balzan.org.

In una sezione dedicata della home page, il sito internet www.balzan.org informa costantemente sullo stato di attuazione e sui principali aggiornamenti ed eventi che riguardano i progetti di ricerca Balzan.

 

Fondazione Internazionale Balzan 

Autori: 
Sezioni: 
Sostegno alla ricerca

prossimo articolo

La ricerca e l'innovazione dell'IA in mano a oligopoli privati: l’allarme e le soluzioni

Giorgio Parisi al convegno di Roma

L'intelligenza artificiale va regolamentata prima che si affermino forme di oligopolio, o persino di monopolio, capaci controllare l'accesso alle informazioni e la produzione di nuove conoscenze: per questo serve un grande centro di ricerca pubblico che oggi può essere realizzato solo in Europa. Lo afferma il premio Nobel per la fisica Giorgio Parisi in occasione del convegno ⁠ "Ricerca e democrazia nell'epoca delle Big Tech" ⁠ organizzato dal Gruppo 2003 per la ricerca scientifica il 14 maggio presso la sede del CNR a Roma, in collaborazione con Scienza in rete. Il dossier presentato dall'associazione sostiene con dati i rischi posti da un predominio economico schiacciante esercitato da poche aziende che valgono quanto il PIL degli USA, e che stanno condizionando profondamente anche l'ecosistema della ricerca scientifica, sempre meno aperto e controllato dalla comunità di riferimento.

Nell'immagine Giorgio Parisi, foto di Luca Carra.

Sei aziende (NVIDIA, Alphabet, Apple, Microsoft, Amazon e Meta) valgono oggi circa 22.000 miliardi di dollari, tre quarti del PIL degli Stati Uniti. Nel solo 2026 spenderanno in infrastrutture digitali tra 660 e 725 miliardi di dollari, circa tre volte e mezzo il bilancio federale americano per tutta la ricerca civile.