fbpx Come invecchierà la nostra mente? Sono i geni a dirlo | Scienza in rete

Come invecchierà la nostra mente? Sono i geni a dirlo

Read time: 2 mins

Come è invecchiata la mente dei nostri antenati? Ricordavano tutto anche in tarda età? A queste domande dovremmo rispondere per sapere come invecchierà la nostra mente. A rivelarlo uno studio frutto del lavoro sinergico fra ricercatori del Texas Biomedical Research Institute di San Antonio e quelli della Yale University e pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

Si tratta del primo studio in grado di dimostrare come l'invecchiamento cerebrale sia fortemente correlato al patrimonio genetico. Sono stati coinvolte 1129 persone di età compresa fra i 18 e gli 83 anni. L'interesse dei ricercatori si è concentrato sugli effetti dell'invecchiamento sulle capacità neurocognitive e sulla quantità di materia bianca. Quest'ultima è composta da assoni rivestiti da mielina e controlla i segnali condivisi fra i neuroni, coordinando il lavoro delle diverse regioni cerebrali. Influenza l'apprendimento e numerose funzioni intellettive e una sua perdita è correlata ai processi di deterioramento cognitivo tipici dell'invecchiamento.

Il patrimonio genetico condiviso da individui legati da rapporti di parentela sembra predire i cambiamenti a livello di funzionalità cerebrale osservata con l'avanzare degli anni.

Gli studiosi hanno applicato una sofisticata metodica di analisi e hanno così dimostrato una base genetica ereditaria nel deterioramento neurocognitivo legato all'invecchiamento. Anche il diminuire della materia bianca sembra essere influenzato dai geni. I ricercatori hanno scoperto che questi due processi ovvero l'alterazione delle funzioni cognitive e il diminuire della materia bianca sono da ricondurre all'azione di differenti gruppi di geni.

"Il valore aggiunto di questo studio consiste nell'aver coinvolto famiglie molto numerose. Questo ci ha consentito di distinguere le influenze genetiche e non genetiche sul processo di invecchiamento." ha spiegato David Glahn, professore di psichiatria alla Yale University School of medicine e primo autore dello studio.

Autori: 
Sezioni: 
Genetica

prossimo articolo

La strada giusta da prendere per l’energia

modellino con pannello solare e pale eoliche

Al bivio evocato da Robert Frost, l’Italia che non sceglie fa già una scelta: il 2025 segna una frenata nella transizione energetica, mentre crescono emissioni e dipendenza dall’estero. Tra crisi climatica e tensioni geopolitiche, continuare così significa aumentare costi e rischi. L’alternativa esiste: richiede però decisioni rapide e strutturali, prima che la strada “non presa” diventi impraticabile.

Improvvisamente la strada che stiamo percorrendo si biforca. Dobbiamo scegliere tra due strade: The road not taken, la strada non presa, la celebre poesia di Robert Frost, pone di fronte all’importanza e all’irreversibilità delle scelte compiute. È una metafora della vita di ciascuno di noi. Quante volte ci siamo detti «chissà se in quel momento avessi deciso diversamente». Ma oggi è la metafora di una scelta importante e non rinviabile che deve compiere il nostro Paese.