fbpx Fiuto elettronico | Page 5 | Scienza in rete

Fiuto elettronico

Read time: 1 min

Grande più o meno come una scatola di scarpe, ENose è un sofisticato "naso elettronico" in grado di fiutare la presenza di sostanze potenzialmente nocive per l'uomo. Lo scorso dicembre l'apparecchiatura è stata portata a bordo della Stazione spaziale dagli astronauti dello shuttle Endeavour e per tutto questo tempo ha tenuto sotto controllo l'aria della stazione orbitante segnalando la presenza di sostanze pericolose. Nei giorni scorsi, come previsto dal programma di sperimentazione, ENose è stato riportato a terra ed è dunque giunto il tempo di valutarne l'operato.

I primi giudizi dei progettisti sono decisamente positivi e il dispositivo viene promosso a pieni voti. In questi mesi ENose ha individuato formaldeide, Freon 218, metanolo ed etanolo: fortunatamente per gli occupanti della Stazione spaziale le quantità di queste sostanze erano abbondantemente al di sotto del livello di allarme, ma la loro individuazione depone a favore dell'affidabilità del naso elettronico e fa intravedere le sue enormi potenzialità.

I possibili sviluppi futuri non saranno comunque limitati unicamente all'ambito spaziale. Oltre al semplice monitoraggio di agenti chimici, infatti, si potrà vedere ENose in azione anche nell'individuazione di esplosivi e persino nella diagnostica medica.

 

Fonte: NASA ENose

 

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Farmaci e ambiente: quanto inquina la medicina moderna?

pastiglie varie

Negli ultimi decenni il consumo globale di farmaci è cresciuto rapidamente, trainato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle malattie croniche e dallo sviluppo di terapie sempre più sofisticate. Ma dietro queste evidenze si nasconde anche un lato meno visibile della medicina del nostro tempo: residui di principi attivi sono ormai rilevabili in fiumi, laghi e acque costiere di tutto il mondo, con effetti reali e potenziali sugli ecosistemi. Ne abbiamo parlato con Giovanna Paolone, coordinatrice del Gruppo di lavoro sull’impatto ambientale dei farmaci della Società Italiana di Farmacologia (SIF), Raffaella Sorrentino, membro del gruppo di lavoro, ed Emanuela Testai, ex dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità e membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Tossicologia (SITOX).

Sono il pilastro della medicina moderna, molecole in grado di debellare malattie un tempo incurabili. Stiamo parlando dei farmaci, eredi dei rimedi naturali utilizzati fin dall’Antico Egitto e oggi prodotti su larga scala grazie all’industrializzazione, che ha reso possibile trattare un numero crescente di pazienti e sviluppare nuove molecole in laboratorio. Ma dopo aver svolto la loro funzione, queste sostanze non scompaiono: vengono eliminate dall’organismo e possono continuare a circolare nell’ambiente, con effetti che vanno ben oltre quelli terapeutici.