fbpx Il prestigio della rivista conta più della scoperta | Page 4 | Scienza in rete

Il prestigio della rivista conta più della scoperta

Read time: 2 mins

La valutazione delle pubblicazioni scientifiche è parte integrante del processo scientifico.
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista PLoS Biology, gli scienziati sono giudici inaffidabili quando si tratta di esaminare le ricerche pubblicate da altri colleghi. L’analisi statistica messa a punto da Adam Eyre-Walker, dell'Università di Sussex, dimostra che il loro giudizio è spesso condizionato dal prestigio della testata su cui è stato pubblicato un lavoro o dall’Università in cui lavora l'équipe di ricerca. Utilizzando circa 6000 paper hanno messo a confronto tre diversi parametri di valutazione degli articoli scientifici: 

  • peer review post-hoc;
  • numero di citazioni;
  • impact factor

Nella peer review post-hoc sono gli scienziati stessi ad analizzare e a esprimere opinioni sui lavori pubblicati. Il numero di citazioni è un parametro, invece, che indica quante colte un articolo viene citato in altre pubblicazioni. L’impact factor è la misura dell'importanza di una rivista, determinato dal numero medio di citazioni che gli articoli di una rivista ottengono da autori di altri lavori.

I risultati dello studio dimostrano che gli scienziati non sono in grado di riconoscere l'importanza di una pubblicazione scientifica, spesso si lasciano influenzare dal nome della rivista dove è stato pubblicato il lavoro, sovrastimando i risultati pubblicati sulle riviste più prestigiose. A leggere la ricerca fatta da Walker si nota come per lo stesso studio preso in esame, raramente, gli scienziati esprimono il medesimo giudizio.Inoltre, gli autori mostrano che il numero di citazioni ha una limitata relazione con il merito. Le citazioni si accumulano, infatti, in modo stocastico. Due lavori simili per merito scientifico possono ricevere inizialmente valutazioni soggettive diverse, uno dei due può essere citato da altri studiosi che a sua volta lo citeranno, accumulando infine "un distacco" che non corrisponde alla differenza reale del valore.
Walker definisce l'impact factor come “il meno peggio” tra i metodi considerati. Rappresenta, infatti, una forma di valutazione che precede la pubblicazione; ma probabilmente è anch'essa una misura del merito poco soddisfacente, perché dipende da una valutazione che dipende a sua volta dal numero di citazioni, che come dimostrato è casuale e quindi soggettiva.

Non esiste un solo metodo di valutazione, spiegano gli autori, ma un articolo deve essere esaminato utilizzando “un insieme di metriche” come il numero di visualizzazioni sul web, le discussioni suscitate sui social o le ricadute pratiche dei risultati.

Autori: 
Sezioni: 
Valutazione della ricerca

prossimo articolo

La variabilità genetica non è un rumore di fondo. In ricordo di Guido Modiano


Il 2 gennaio è scomparso il genetista Guido Modiano, scienziato rigoroso e persona esigente, ha preso parte ai lavori di ricerca che hanno guidato la transizione dalla genetica classica a quella molecolare. Cruciale il suo contributo nel dibattito su razza e razzismo.
 

Immagine di copertina creata con ChatGPT

La scomparsa di Guido Modiano, il 2 gennaio scorso all’età di 94 anni, lascia un vuoto culturale nella comunità degli studiosi di biologia umana, che perde un protagonista storico della ricerca sui fattori genetico-molecolari coinvolti nei processi adattativi di popolazioni distribuite in contesti ecologico-sociali diversi. Inoltre, la riflessione critica che in Italia — ma non solo — ha contribuito a chiarire che la natura della variabilità genetica nelle popolazioni umane rende scientificamente insignificante il concetto di razza, gli deve molto.