fbpx Nel cervello di Einstein si comunica meglio | Page 8 | Scienza in rete

Nel cervello di Einstein si comunica meglio

Read time: 2 mins

E' oggetto di studio dal 1955. Tanti gli studiosi lo hanno osservato per cercare di comprendere in cosa si differenziasse dal cervello di individui comuni. E' il cervello di Albert Einsten.

E' dei giorni scorsi l'articolo, apparso sulla rivista Brain, che sembra dimostrare una peculiarità strutturale che potrebbe spiegare le insolite doti intellettive del suo possessore. Secondo uno studio condotto dall'antropologo Dean Falk dell'Università della Florida gli emisferi destro e sinistro del cervello di Einsten sarebbero connessi in maniera sorprendentemente efficace.
L'interesse dei ricercatori si è concentrato su una particolare area cerebrale: il corpo calloso. Si tratta di una lamina posta fra i due emisferi cerebrali e costituita da fasci di fibre mieliniche che collegano fra loro aree corrispondenti nei due emisferi. Questa porzione cerebrale è responsabile dell'elaborazione delle informazioni visive, uditive e tattile nonchè del coordinamento dei movimenti e del linguaggio.
Gli studi sono stati condotti utilizzando una nuova tecnica sviluppata presso il dipartimento di Fisica della East China Normal University da un team di studiosi guidato da Weiwei Men.

Si tratta di una tecnica in grado di misurare le variazioni di spessore del corpo calloso lungo la sua lunghezza nel punto in cui le fibre passano da un emisfero all'altro. I cambiamenti di spessore sono una misura del numero di fibre che passano da un emisfero all'altro e sono pertanto indice della connettività delle due aree cerebrali in particolari regioni. Una migliore connessione facilita l'espletamento di particolari funzioni di cui sono responsabili particolari aree cerebrali. 

Questa nuova tecnica ha permesso di confrontare le misurazioni ottenute sul corpo calloso del cervello di Einsten con quelle rilevate da due altri campioni: il corpo calloso del cervello di un ragazzo di 15 anni e quello di un uomo che nel 1905 aveva 52 anni. Il 1905 è un anno particolarmente importante nella vita dello scienziato. A quell'epoca, a soli 26 anni, Einstein pubblicò quattro articoli che hanno influenzato radicalmente le fondamenta della fisica moderna e cambiato in maniera significativa il modo di pensare concetti quali il tempo, lo spazio, la massa e l'energia. Dal confronto è emerso che alcune aree degli emisferi cerebrali dello scienziato erano caratterizzate da un maggior numero di connessioni rispetto a quelle prelevati dagli altri due campioni oggetto di studio.

 

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Neuroscienze

prossimo articolo

A Santa Marta per dire addio alle fonti fossili ai tempi della crisi energetica

Nella bella cornice della città colombiana di Santa Marta si discute di come abbandonare carbone, petrolio e gas, strategia complessa soprattutto ora che è bastato chiudere Hormuz per prenderci alla gola. Non si tratta di una COP, e nemmeno di una semiCOP, ma di un processo previsto a Belem, che vede riuniti chi ci crede e pensa a come fare. Magari partendo dall'affrontare la questione del debito dei paesi che sono ricchi solo di queste fonti e non hanno altre risorse per ripagarlo.

A Santa Marta, in Colombia, dal 24 al 29 aprile si tiene la prima conferenza internazionale dedicata all’abbandono delle fonti fossili. Il contesto è noto: la guerra in Iran ha provocato il terzo shock energetico in meno di un decennio, dopo la pandemia e l’invasione russa dell’Ucraina. È l’ennesima crisi a mostrare la fragilità dei sistemi fondati su petrolio, gas e carbone: costosi, volatili, esposti ai conflitti, ostaggi della geopolitica, e dunque la necessità della transizione.