fbpx V rapporto IPCC: incontro con gli autori italiani | Page 7 | Scienza in rete

V rapporto IPCC: incontro con gli autori italiani

Read time: 2 mins

A seguito della pubblicazione del primo volume del V Rapporto IPCC intitolato "Le basi scientifiche dei cambiamenti climatici", Italian Climate Network, in collaborazione con il CMCC, organizza la conferenza “Le novità della Scienza del Clima”: un incontro pubblico rivolto a giornalisti, decisori politici, associazioni e cittadini per comprendere meglio cosa succederà al clima in Italia, con gli autori italiani che hanno attivamente partecipato alla redazione del Rapporto.

L’incontro si terrà a Milano giovedì 10 ottobre a partire dalle ore 10:30 presso il Palazzo Pirelli (Sala Pirelli) in via Fabio Filzi 22, con la partecipazione del dott. Sergio Castellari, Focal Point italiano dell’IPCC, Sandro Fuzzi, review editor del capitolo relativo a nuvole e aerosol, Paolo Ruti, contributing author del capitolo sui fenomeni climatici e le proiezioni climatiche e Alessio Bellucci, uno dei responsabili delle simulazioni modellistiche su cui sono stati costruiti gli scenari.

In particolare saranno presentate le evidenze climatiche relative all’Europa e al Mediterraneo, i modelli e la ricerca scientifica italiana utilizzata nelle nuove simulazioni globali e i risultati relativi all’area Mediterranea dei nuovi scenari di previsione, con ampio spazio per le domande. Il Rapporto IPCC è infatti il più vasto e aggiornato studio sulle basi della scienza e della fisica relative ai cambiamenti climatici e mette in evidenza i risultati delle nuove simulazioni climatiche, le quali mostrano che entro la fine di questo secolo l’incremento della temperatura media globale potrebbe addirittura superare i 5°C. L’IPCC ha dimostrato come un’azione politica globale per il clima sia ancora possibile, per limitare l’aumento medio di temperatura a 1,5°-2°C.

Autori: 
Sezioni: 

prossimo articolo

Vogliamo dare un'attenuante neuroscientifica all'ipocrisia?

figura laterale con smiley a coprire il volto

Predichiamo l’onestà, ma cediamo al vantaggio personale: è solo ipocrisia o c’è di più? Un recente studio di neuroscienze indaga i meccanismi cerebrali che regolano il conflitto tra interesse e morale, mostrando come giudichiamo severamente gli altri mentre assolviamo noi stessi. Ne emerge un interrogativo scomodo: siamo davvero responsabili delle nostre incoerenze o vi siamo, almeno in parte, biologicamente predisposti?

Predicare bene e razzolare male è il detto che sintetizza l'incoerenza tra i principi morali sbandierati e l'effettivo comportamento di molti individui in diversi contesti, da quelli interpersonali agli affari di interesse nazionale.

La moralità è il frutto della negoziazione tra guadagno e costo (tra onestà e interesse personale) e obbliga a prendere decisioni da una prospettiva di prima persona, ma gli individui giudicano l'onestà o l'imbroglio come morali o immorali anche da una prospettiva di terza persona, quando valutano il comportamento altrui.