fbpx Ecco il primo FameLab di Sardegna Ricerche | Scienza in rete

Ecco il primo FameLab di Sardegna Ricerche

Primary tabs

Read time: 2 mins

A seguito della nascita del fenomeno dei makers (artigiani tecnologici) che si sta sviluppando in tutto il mondo e che sta dando vita a veri e propri laboratori di fabbricazione (FabLab – Fabrication Laboratories), dove tutti possono pensare e realizzare i loro oggetti e le loro invenzioni, Sardegna Ricerche ha deliberato ieri gli stanziamenti per la creazione del primo FabLab sardo che avrà sede nell’edificio 2 del Parco tecnologico di Pula.

Il finanziamento ammonta ad un totale di circa 530mila euro (iva inclusa) da utilizzarsi in 2 annualità così distribuiti: 200mila verranno utilizzati per concedere 40 borse di sperimentazione a giovani artigiani tecnologici disoccupati o inoccupati, residenti in Sardegna, che desiderino realizzare progetti, idee e invenzioni, avvalendosi del nuovo laboratorio (Bando generazione Faber). Il resto dei fondi messi a disposizione verrà utilizzato per l’acquisto di macchinari e attrezzature, in particolare stampanti 3D, laser da taglio, fresatrici e materie prime, per il lancio di eventuali iniziative sul territorio e per attività di formazione.

Il laboratorio sarà attivo presumibilmente da gennaio 2014 e sarà aperto a tutti quelli che hanno creatività, immaginazione e voglia di costruire e progettare in uno spazio condiviso. I costi di utilizzo delle macchine verranno espressi in crediti; i crediti sono la moneta interna del Fablab e verrà usata per riconoscere agli utilizzatori attivi del laboratorio il loro sforzo verso lo stesso, ma potranno anche essere acquistati tramite carta di credito, paypal o direttamente in sede. 

Bando generazione Faber

Le 40 borse destinate ai giovani artigiani tecnologici disoccupati o inoccupati avranno durata di 8 mesi e un importo massimo complessivo di 5.000 euro ciascuna, per poter fare domanda è necessario essere in possesso di diploma o laurea. La scadenza per presentare le domande è fissata alle ore 12:00 del 25 novembre 2013.

I progetti potranno consistere nello sviluppo di un prototipo o di un processo, nella creazione di oggetti di design, in attività di digital fabrication (attività che coinvolgono la trasformazione di dati in oggetti reali e viceversa) o nel riutilizzo di oggetti di produzione industriale. Sarà possibile inoltre utilizzare Arduino, la piccola scheda elettronica usata per creare rapidamente piccoli dispositivi come controllori di luci, di velocità per motori, ecc.

I progetti potranno riguardare qualsiasi tematica, ma dovranno necessariamente individuare soluzioni a problemi tecnici o risposte a esigenze realmente avvertite dalla collettività.

Maggiori informazioni sul bando

Sardegna Ricerche

Autori: 
Sezioni: 

prossimo articolo

Early warning sismico: un test a posteriori sull’ultimo grande terremoto in Turchia e Siria

edifici crollati nella provincia turca di Hatay

I sistemi di allerta sismica precoce puntano ad avvertire con secondi o decine di secondi di anticipo che è in arrivo un terremoto pericoloso. Si basano sul fatto che quando la crosta terrestre si frattura, si generano due tipi di onde. Le prime, longitudinali, solitamente non causano danni e viaggiano più velocemente delle seconde, trasversali che invece possono causare danni anche significativi agli edifici e quindi alle persone. I sistemi di allerta precoce processano il segnale delle prime onde e prevedono se e dove, nell’area circostante l’epicentro, è probabile che le seconde siano distruttive. Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo alla prova un approccio innovativo all’allerta precoce sfruttando i dati relativi alla prima delle due scosse che hanno colpito la regione tra Turchia e Siria a febbraio del 2023. Quella sequenza sismica ha causato quasi sessantamila morti, lasciando un milione e mezzo di persone senza casa. Nell’immagine: edifici crollati nella provincia turca di Hatay il 7 febbraio 2023. Credit: Hilmi Hacaloğlu/Voice of America.

Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo a punto un sistema per l’allerta sismica precoce e lo ha testato retrospettivamente sulla prima delle due scosse che hanno colpito la regione al confine tra Turchia e Siria il 6 febbraio del 2023. Considerando una soglia di intensità sismica (l’effetto del terremoto su persone e cose) moderata, il sistema si è dimostrato in grado di prevedere la zona da allertare con un anticipo che varia da 10 a 60 secondi allontanandosi dall’epicentro da 20 a 300 chilometri, con una percentuale molto contenuta di falsi allarmi.