Mentre si progetta una missione spaziale che porti l’uomo su Marte nei prossimi decenni, nuovi “soli” con i loro pianeti sono stati osservati in sistemi planetari diversi dal nostro, spingendoci alla ricerca di possibili forme di vita nello spazio. Ma nell’epoca delle grandi teorie fisiche di unificazione e delle speculazioni cosmologiche circa l’origine e i limiti dell’Universo, il Sistema Solare – il “cielo” più vicino a noi – ci appare ancora una “terra incognita” non meno ricca di sfide.
Mentre si progetta una missione spaziale che porti l’uomo su Marte nei prossimi decenni, nuovi “soli” con i loro pianeti sono stati osservati in sistemi planetari diversi dal nostro, spingendoci alla ricerca di possibili forme di vita nello spazio. Ma nell’epoca delle grandi teorie fisiche di unificazione e delle speculazioni cosmologiche circa l’origine e i limiti dell’Universo, il Sistema Solare – il “cielo” più vicino a noi – ci appare ancora una “terra incognita” non meno ricca di sfide. “Sperando e studiando”, per riprendere la bella espressione di Giovanni Virginio Schiaparelli gli astronomi braidensi hanno dato un contributo essenziale alla nostra conoscenza del Sistema Solare. In occasione dell’Anno Internazionale dell’Astronomia, che celebra i quattrocento anni dalle prime osservazioni di Galileo al telescopio e i quarant’anni dallo sbarco sulla Luna l’Istituto Lombardo e l’Osservatorio di Brera che hanno avuto Schiaparelli il primo come Presidente e membro attivo (1862-1910) e il secondo come Direttore (1862-1900) vogliono con questo convegno indagare alcuni aspetti di tale straordinaria avventura scientifica.