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A Washington il summit mondiale sull'esplorazione spaziale

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Il 9 e 10 gennaio a Washington si svolge un summit mondiale incentrato sull’esplorazione spaziale. Una riunione molto importante perché da una parte prevede la partecipazione dei vertici, e relative delegazioni, di tutte le più importanti agenzie spaziali al mondo, comprese quelle dei paesi emergenti.

Vi è probabilmente l’intento della NASA, e con essa degli Stati Uniti d’America, di voler riprendere un ruolo guida nella politica spaziale mondiale. Un ruolo che negli ultimi anni è venuto meno.

Probabilmente si tornerà a parlare della conquista umana di Marte.

"Una conquista già oggi tecnologicamente affrontabile”, dice Giovanni Bignami Presidente del COSPAR (Comitato Mondiale per la Ricerca Spaziale) che interverrà al summit. “Anni fa, all’Agenzia Spaziale Italiana, insieme con Carlo Rubbia, ci lavorammo un bel po’, anche facendo un brevetto. Poi cambiò la stagione politica… e abbiamo perso 16 anni ed una grandissima occasione. Ora si tratta di mettersi tutti insieme, ancora di più che per la Stazione Spaziale Internazionale e, in piena sicurezza per gli astronauti, mettere piede su Marte”.

Come Presidente del Cospar, oltre che come Presidente INAF, per Giovanni Bignami è importante ribadire l’indispensabilità della massima cooperazione internazionale possibile. “Per conquistare lo spazio non si può più parlare in termini di singoli paesi, neanche in termini di continenti, ma come pianeta. Come si può pensare di andare su un altro pianeta se non come pianeta Terra. Sarebbe un controsenso. Sulla Terra possiamo anche difendere il nostro orticello, ma se si guarda fuori, se si pensa in grande, bisogna essere altrettanto grandi”.

“Siamo in procinto di entrare in una nuova era” insiste Bignami. “La fine operativa della Stazione Spaziale Internazionale dovrà trovarci pronti a intraprendere un nuovo obiettivo che non potrà essere una base sulla Luna, un posto inutile, dove si spreca energia per atterrare e per ripartire e dove sopravvivere è difficilissimo. Ovviamente non su di un asteroide che si muove velocissimo e diventa subito irraggiungibile. No, la base giusta è nel punto a gravità zero tra la Terra e la Luna. Un porto da dove far partire le navi dell’esplorazione umana dei pianeti o delle loro lune”.

Ufficio Comunicazione INAF

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