fbpx Virus e batteri nell’Oceano | Page 2 | Scienza in rete

Virus e batteri nell’Oceano

Primary tabs

Read time: 1 min

Lo studio condotto da un gruppo di ricercatori israeliani ha permesso di identificare i meccanismi genomici che regolano i rapporti tra cyanobatteri fotosintetici del genere Prochlorococcus e i virus che li infettano permettendo la loro lunga coesistenza negli oceani.
Sarit Avrani e collaboratori hanno selezionato 77 ceppi batterici resistenti a 10 virus e hanno analizzato il loro genoma attraverso sequenziamento completo del DNA (27 ceppi) o mediante analisi PCR. Le mutazioni, associate alla resistenza, sono state localizzate nelle regioni ipervariabili del genoma (91%) chiamate isole genomiche (porzioni di DNA maggiori di 8 Kb), e interessano geni non conservati, acquisiti probabilmente dai batteri mediante trasferimento orizzontale da altri microrganismi (batteri o virus). Sono geni che codificano per recettori virali o altre proteine coinvolte nell'interazione batterio-virus a livello della superficie cellulare.

L'infezione virale causa la morte delle cellule suscettibili e seleziona le popolazioni resistenti all'infezione, ma in una lunga coesistenza tra popolazione ospite e virus è necessaria la presenza di una popolazione di cellule suscettibili per supportare la produzione virale. Nel caso studiato i ricercatori  osservano infatti che i ceppi resistenti mostrano in determinati ambienti crescita rallentata e maggiore suscettibilità ad altri virus rispetto le popolazioni suscettibili che si espandono, contribuendo così alla lunga coesistenza tra cyanobatteri e virus.

Avrani S, Wurtzel O, Sharon I, et al. Genomic island variability facilitates Prochlorococcus-virus coexistence. Nature 2011;474:604-8

Autori: 
Sezioni: 
Genetica

prossimo articolo

Una mappa per navigare nel dibattito sulla crisi del SSN

Disegno di ingranaggi su sfondo di ospedale

Ragionare sulle criticità del nostro sistema di salute ignorandone la complessità e mettendo l’accento solo su un singolo fattore non è di nessun aiuto. Serve uno schema metodologico che metta in relazione almeno tre dimensioni: la “struttura”, il “processo” e gli “esiti”. E, poi, serve la volontà politica.

La crisi del nostro Servizio sanitario nazionale si accompagna a un intenso e incessante dibattito che si traduce ogni tanto in qualche autorevole appello, quali per esempio quelli degli “scienziati”, delle “associazioni” e degli “