fbpx Videogiochi come strumento di riabilitazione | Page 8 | Scienza in rete

Videogiochi come strumento di riabilitazione

Read time: 2 mins

I videogiochi interattivi possono essere validi strumenti di riabilitazione. A dirlo sono i ricercatori del Laboratorio di Bioingegneria della Riabilitazione di Volterra che, coordinati da Nicolino Ambrosino, hanno realizzato uno studio pubblicato sulla rivista Respiratory Medicine.  “Abbiamo riscontrato benefici in termini riabilitativi nei pazienti ai quali al programma di riabilitazione respiratoria tradizionale è stato associato l’utilizzo della piattaforma Nintendo Wii” spiega Nicolino Ambrosino.

Lo studio ha coinvolto 40 pazienti che sono stati assegnati in maniera casuale a due gruppi: nel primo i pazienti sono stati sottoposti alla terapia riabilitativa tradizionale che consiste in un allenamento all’esercizio fisico su bicicletta o a corpo libero, nel secondo a questa è stato associato l’utilizzo della console Nintendo Wii.
In entrambi i gruppi è stato rilevato un miglioramento di parametri quali la tolleranza all’esercizio fisico, la dispnea e la qualità della vita. Nel gruppo di soggetti che aveva utilizzato la Wii è stato possibile osservare un netto miglioramento, rispetto ai controlli, della tolleranza all’esercizio fisico, misurabile attraverso il test del cammino e dell’indice transizionale di dispnea.

Nei due gruppi non sono state riscontrate differenze in termini di stato psicologico e adattamento al programma riabilitativo.
“La portata innovativa di questo studio è rappresentata dalla possibilità di implementare un sistema di tele-riabilitazione. Il paziente può svolgere a casa gli esercizi riabilitativi con la piattaforma Wii. Il tutto può essere monitorato attraverso una videocamera che, comunicando con un centro di riabilitazione, permette a un fisioterapista di dare le indicazioni e coordinare gli esercizi del paziente” conclude Nicolino Ambrosino.

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Medicina rigenerativa

prossimo articolo

Antidepressivi: quando smettere è più difficile che iniziare

uomo che guarda sconsolato dalla finestra

Il consumo di antidepressivi è cresciuto del 40% negli ultimi dieci anni, ma i sistemi sanitari si sono concentrati quasi esclusivamente sull’avvio della terapia, ignorando come accompagnare alla sua conclusione. Una revisione sistematica del 2026 raccoglie le esperienze di chi ha provato a sospenderli.

Foto di christopher lemercier su Unsplash

«Oggi prendiamo misure chiare e decisive per affrontare la crisi della salute mentale del nostro Paese, affrontando il sovrautilizzo di farmaci psichiatrici, specialmente tra i bambini. Sosterremo l’autonomia dei pazienti, richiederemo il consenso informato e la condivisione delle decisioni». Con queste parole, Robert F.