fbpx Venere e i suoi vulcani | Page 24 | Scienza in rete

Venere e i suoi vulcani

Primary tabs

Read time: 2 mins

Sei anni di dati raccolti dalla sonda dell'ESA Venus Express mostrano importanti variazioni nella quantità di anidride solforosa presente nell'atmosfera di Venere: un'intrigante spiegazione chiama in causa grandi eruzioni vulcaniche.

Nel 2006, appena arrivata alla sua destinazione, Venus Express cominciò a rilevare un significativo aumento nella densità media di anidride solforosa presente nell'atmosfera del pianeta, seguito, nei mesi successivi, da una altrettanto rapida diminuzione. Negli ultimi tempi la densità si è nuovamente riportati su valori dieci volte più grandi. Le elevate concentrazioni registrate dalla sonda non possono che puntare a un'origine recente. Il gas, infatti, non appena raggiunge l'alta atmosfera di Venere viene rapidamente distrutto dalla radiazione solare e dunque ci deve essere un meccanismo in grado di rifornirlo.

In uno studio pubblicato su Nature Geoscience, Emmanuel Marcq (Laboratoire Atmosphère, Milieux, Observations Spatiales) e i suoi collaboratori suggeriscono due possibili spiegazioni. Una di queste chiama in causa l'esistenza di una variabilità decennale nella circolazione atmosferica di Venere, che risulterebbe dunque molto più complessa di quanto oggi sappiamo. L'ipotesi che riscontra più favori, però, potrebbe essere quella vulcanica: l'eccesso di anidride solforosa registrato dalla Venus Express sarebbe cioè da imputare a recenti eruzioni vulcaniche. Sulla superficie di Venere si innalzano molti vulcani, ma individuare la struttura responsabile è quasi impossibile. La rapida circolazione atmosferica del pianeta, infatti, è in grado di disperdere in pochi giorni l'anidride solforosa su tutto quanto il pianeta.

Una conferma indiretta dell'ipotesi vulcanica verrebbe da precedenti osservazioni infrarosse della superficie di Venere. In esse, i flussi lavici individuati sulla cima di alcuni coni vulcanici mostravano una composizione differente da quelli circostanti, una caratteristica che punta in direzione di un'origine recente.

ESA

Autori: 
Sezioni: 
Sistema solare

prossimo articolo

Infermiere e infermieri, colonne portanti di Medici Senza Frontiere

Ettore Mazzanti del consiglio direttivo di MSF

Da aprile, a guidare Medici Senza Frontiere sono due infermieri, Martina Marchiò ed Ettore Mazzanti.  Segno di un modello in cui la professione infermieristica è centrale non solo nella cura, ma anche nella gestione delle emergenze e nel coordinamento dei progetti umanitari. Dalle guerre alle epidemie, dalle crisi nutrizionali ai campi profughi, l’esperienza maturata sul campo da infermiere e infermieri di MSF diventa un patrimonio di competenze cliniche, organizzative e relazionali che può arricchire anche il sistema sanitario italiano.

La sezione italiana di Medici Senza Frontiere ha recentemente rinnovato il proprio consiglio direttivo, affidando i ruoli di presidente e vicepresidente a due infermieri, Ettore Mazzanti e Martina Marchiò. È una scelta che non rappresenta un’eccezione all’interno dell’organizzazione, ma che riflette una caratteristica strutturale di MSF: la posizione centrale della professione infermieristica non solo nell’assistenza clinica, ma anche nella gestione dei progetti umanitari e nel coordinamento operativo sul campo.