fbpx Uomo moderno più antico del previsto | Page 15 | Scienza in rete

Uomo moderno più antico del previsto

Primary tabs

Read time: 1 min

La scoperta in una caverna nel Sud della Cina di resti fossili umani databili con estrema precisione obbliga ad anticipare di oltre 60 mila anni la prima presenza dell'uomo moderno in Asia.

I reperti, due molari e una mandibola, sono stati trovati nel 2007 da un team di antropologi coordinati da Wu Liu (Institute of Vertebrate Paleontology and Paleoanthropology – Beijing) a Zhirendong, una grotta nella Cina meridionale. La loro datazione, ottenuta grazie a metodi di analisi di decadimento radioattivo degli strati rocciosi circostanti, ha indicato che hanno oltre 100 mila anni, un valore che ha sorpreso non poco i ricercatori visto che i resti di uomo moderno più antichi finora scoperti risalivano a 40 mila anni fa.

Nello studio, pubblicato su PNAS, i ricercatori suggeriscono che l'età e la morfologia dei reperti, che presentano un miscuglio di caratteristiche moderne e arcaiche, sono il segno di una più lunga coesistenza di umani arcaici e moderni in Eurasia. Uno scenario che prevede una diffusione – accompagnata da assimilazione di popolazioni e trasmissione del patrimonio genetico – iniziata di gran lunga prima delle innovazioni culturali e tecnologiche del Paleolitico superiore.

Washington University in St. Louis

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Antropologia

prossimo articolo

ISPRA: quali sono le minacce principali per gli uccelli

Un uccello vola accanto a un cavo elettrico

Un’analisi condotta da ISPRA su 623 esemplari appartenenti a 21 specie, nell’arco di 17 anni, rivela che le morti dell’avifauna provocate dall’essere umano sono quasi il doppio di quelle dovute a cause naturali. Elettrocuzione, collisioni con infrastrutture energetiche e bracconaggio sono le cause principali. La localizzazione dei singoli individui - e quando possibile la causa delle loro morti - è stata consentita dagli strumenti di tracciamento satellitare, diventati nel tempo più piccoli, leggeri e meno costosi. Crediti immagine: Kaitlan Balsam/Unsplash

Dalla gravina di Matera - un profondo canyon nel Parco della Murgia Materana - a Campobello di Mazara sono circa 700 chilometri, se si va via terra. Tra le due località c'è anche lo stretto di Messina. Tra planate e volteggi, i chilometri diventano molti di più. È più o meno questo il percorso che ha fatto, in appena due settimane, una giovane femmina di capovaccaio, come raccontato dai suoi tracciati di monitoraggio. Rilasciata nell'ambito del progetto LIFE Egyptian vulture, è morta dopo sette mesi di vita in libertà in Sicilia a causa di un'infrastruttura elettrica.