fbpx Un'altra bocciatura per il PSA | Page 16 | Scienza in rete

Un'altra bocciatura per il PSA

Primary tabs

Read time: 1 min

Più della metà di coloro che hanno risposto a un sondaggio di Journal Watch sull’argomento sono d’accordo con la posizione presa in questi giorni dalla Preventive Services Task Force statunitense, che a sua volta ha confermato quella di molte altre società scientifiche: sottoporre allo screening per il cancro alla prostata dosando il PSA uomini sani e senza sintomi non aumenta le loro speranze di vita, ma aumenta solo i rischi legati alle procedure di diagnosi e cure. La commissione del governo americano ha esaminato i 5 maggiori trial condotti finora sull’argomento: i vantaggi in termini di sopravvivenza osservati in uno di questi lavori sono limitati alla fascia di età compresa tra i 55 e i 69 anni e non sono confermati da un'altra ricerca di pari qualità. Alla luce di questo, l’alta incidenza di effetti collaterali indesiderati legati agli accertamenti diagnostici e alle terapie non consente di raccomandare lo screening alla popolazione. Oltre all’alto rischio di impotenza e incontinenza urinaria conseguenti all’intervento, infatti, la mortalità perioperatoria risulta dello 0,5% e la possibilità di eventi cardiovascolari conseguenti all’operazione va dallo 0,6 al 3%. 

Pubblicato sugli Annals of Internal Medicine il 7 ottobre 2011

Autori: 
Sezioni: 
Screening

prossimo articolo

A cosa servono le città

vista aerea di metropoli

A lungo le città sono state considerate soprattutto motori della crescita economica o, al contrario, luoghi in cui si concentrano disuguaglianze, traffico e inquinamento. Oggi, però, una nuova prospettiva sta prendendo forma: proprio le aree urbane, dove vive oltre metà della popolazione mondiale, potrebbero diventare gli attori più efficaci nella lotta al cambiamento climatico. Grazie alla loro capacità di sperimentare politiche innovative e di intervenire con rapidità, le grandi città sono sempre più in grado di colmare i ritardi dei governi nazionali, trasformandosi da semplici centri di sviluppo economico a laboratori di sostenibilità ambientale.

Le città, soprattutto quelle di grandi dimensioni, possono fare molto di più per contenere il cambiamento climatico di quanto generalmente si pensi. È questa l’idea che si sta gradualmente affermando e che potrebbe aprire nuove prospettive. Ma andiamo con ordine.