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Un nuovo scenario per Ötzi

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Secondo una recente analisi, l'uomo mummificato rinvenuto sulle Alpi nel 1991 non sarebbe stato abbandonato morente dopo un sanguinoso incidente, ma avrebbe avuto una degna sepoltura.

Finora gli archeologi che avevano studiato la mummia del Similaun, meglio conosciuta con il nomignolo di Ötzi, avevano preso in considerazione solamente il cadavere, curandosi in minor misura di quanto vi era intorno. Alessandro Vanzetti (Università La Sapienza di Roma) e i suoi collaboratori, invece, hanno provato a indagare impiegando una tecnica differente, la Spatial Point Pattern Analysis. Dopo aver creato una mappa accurata del materiale biologico e degli artefatti rinvenuti sulla scena del ritrovamento della mummia, hanno studiato i possibili spostamenti indotti dal susseguirsi degli episodi di gelo e disgelo nel corso dei millenni.
Da questa analisi Vanzetti e collaboratori hanno tratto la conclusione – pubblicata sull'ultimo numero di Antiquity – che ci troviamo in presenza di uno scenario attribuibile più a un preciso cerimoniale di sepoltura che non a un evento drammatico e sanguinoso. L'analisi dei pollini rinvenuti intorno alla mummia, inoltre, suggerirebbe che Ötzi sarebbe stato sepolto dalla sua tribù alcuni mesi dopo la sua morte.

Una ricostruzione che non trova il consenso dei ricercatori del Museo archeologico dell'Alto Adige. In un comunicato stampa essi affermano:«Le argomentazioni di Vanzetti e dei co‐autori e la presunta inumazione sul ghiacciaio risultano pertanto poco convincenti sia dal lato archeologico che da quello naturalistico‐scientifico. Risposte dettagliate dal punto di vista archeologico e naturalistico‐scientifico, che hanno come scopo la discussione con gli autori, verranno pubblicate prossimamente su riviste specializzate». Si rimandano i lettori di Scienza in Rete al testo del comunicato stampa La mummia del Similaun non è stata inumata sul ghiacciaio per leggere un'anteprima di queste argomentazioni.

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