Ad alimentare l’atmosfera apocalittica suscitata dal disastro giapponese e dai venti di guerra sul Mediterraneo mancava giusto una nuova minaccia proveniente da Est: una nuova malattia emergente potenzialmente mortale, comparsa nel 2009 nelle zone rurali delle province di Hubei ed Henan, nella Cina centrale, e di cui i ricercatori orientali hanno finalmente individuato la causa. E’ un nuovo bunyavirus, che provoca febbre alta e trombocitopenia, mandando in tilt tutti gli organi. La trasmissione non sembra avvenire da individuo a individuo, ma è probabilmente mediata da una zecca in cui è stato isolato il nuovo agente infettivo, isolato anche in più di 170 pazienti di sei diverse province.
Un nuovo agente emerge dalla Cina
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Quando nasce davvero l’ambientalismo?

"Silent Spring", di Rachel Carson, è diventato nel 1962 il simbolo della nascita dell’ambientalismo moderno. Ma già prima una serie di esperienze aveva cominciato a mettere in discussione la fiducia illimitata nella crescita economica e nel progresso tecnologico. Le ripercorre Stefano Nespor: dal movimento antinucleare alla nascita della IUCN e del WWF, dall’Anno geofisico internazionale al primo romanzo ecologista. Esperienze in cui scienziati, intellettuali e associazioni contribuirono (spesso indipendentemente gli uni dagli altri) a costruire una nuova consapevolezza: la natura non era soltanto una risorsa da sfruttare, ma un patrimonio da conoscere e proteggere.
Negli anni immediatamente successivi alla fine della Seconda guerra mondiale, entrambi i blocchi dei Paesi vincitori, i Paesi a economia di mercato e i Paesi socialisti, hanno posto in primo piano, anche se per diverse finalità, il medesimo obiettivo: la crescita economica e lo sviluppo. L’obiettivo per i primi era la realizzazione di un ordine economico internazionale basato sul libero mercato. Per i Paesi del blocco socialista era la realizzazione della futura società socialista.