fbpx Un giorno più corto | Page 12 | Scienza in rete

Un giorno più corto

Primary tabs

Read time: 1 min

Il terremoto in Giappone ha reso il giorno più corto, una conseguenza sempre possibile quando grandi masse del nostro pianeta cambiano la loro posizione e la Terra accelera o rallenta la sua rotazione.

Inutile provare a valutare di persona questo accorciamento. Richard Gross, geofisico in forza al Jet Propulsion Laboratory della NASA, ha stimato che il sisma che ha appena colpito il Giappone ha indotto il nostro pianeta a ruotare più rapidamente. Il conseguente accorciamento del giorno è di circa 1,6 microsecondi (un microsecondo è la milionesima parte di un secondo). Leggermente superiore, dunque, a quanto avvenuto per il terremoto in Cile del 27 febbraio 2010, evento che ha prodotto un accorciamento del giorno di 1,26 microsecondi. Molto più significative, invece, le conseguenze del drammatico terremoto di Sumatra nel 2004, in grado di accorciare il giorno di ben 6,8 microsecondi.

Collegato con questo “aggiustamento” della rotazione terrestre vi è normalmente anche un riassetto rispetto all'asse di rotazione e noi che siamo solidali con il moto di rotazione percepiamo questo riassetto (ovviamente grazie a precise misurazioni satellitari) come uno spostamento del polo rispetto alla superficie (polodia). Nel caso del sisma Giapponese l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha valutato uno spostamento del polo di quasi 10 centimetri.

PhysOrg - INGV

Autori: 
Sezioni: 
Luoghi: 
Terremoto

prossimo articolo

Di che cosa parliamo quando parliamo di TEA

Campo coltivato di cereali al tramonto

Negli ultimi anni, le tecniche di ingegneria genetica e la cosiddetta “evoluzione assistita” (TEA) hanno riacceso il dibattito, in campo non solo scientifico, ma anche economico e culturale. La questione centrale può essere riassunta in una domanda: è davvero possibile, con le tecnologie attuali, intervenire sul DNA di una pianta coltivata per renderla più resistente senza dover fare i conti con implicazioni più ampie, di tipo biologico, evolutivo, agroecologico e persino filosofico? Crediti immagine: Yosi Azwan su Unsplash

L’annuncio del prossimo arrivo di nuove varietà di piante coltivate definite TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita, interpretazione italiana di New Genetic Techniques) riaccende il dibattito su quanto la genetica possa realisticamente ottenere in termini di aumento delle produzioni alimentari e su come, modificando uno o pochi geni del corredo genetico, si possano aumentare stabilmente le resistenze a stress e parassiti, migliorare la sicurezza alimentare nei suoi diversi risvolti di sostenibilità, di equità e di etica.