fbpx Un flop che è un successo | Page 18 | Scienza in rete

Un flop che è un successo

Primary tabs

Read time: 1 min

Parlare di flop in informatica non ha lo stesso effetto che potrebbe avere in ambito commerciale o cinematografico. Il termine sta per floating point e indica un particolare tipo di rappresentazione dei numeri razionali (in virgola mobile, appunto) e viene comunemente impiegato per valutare la capacità di elaborazione e calcolo di un computer.

Nei giorni scorsi il supercomputer Cray XT5 - Kraken - in servizio presso il centro di calcolo dell'Università del Tennessee per conto del NICS (National Institute for Computational Science) - ha superato l'incredibile barriera del petaflop, pari a un milione di miliardi di operazioni al secondo. Una prestazione che fa di Kraken il primo sistema informatico accademico a varcare quella soglia e lo proietta nell'élite dei supercomputer più potenti al mondo.

Grazie anche a un precedente upgrade, che aveva portato la memoria di Kraken a 129 terabytes, ora il supercomputer è particolarmente adatto per gli ambiti di ricerca in cui regnano sovrane pesanti simulazioni matematiche (per esempio in ambito astrofisico o nello studio dei modelli climatici).

National Institute for Computational Science

Autori: 
Sezioni: 
Informatica

prossimo articolo

Gli Stati Uniti si sfilano dalle agenzie di cooperazione e ricerca globale

Mercoledì 7 gennaio Trump ha annunciato con un memorandum il ritiro degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali, incluse le principali piattaforme di cooperazione scientifica sul clima, biodiversità, migrazione e salute globale. Il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato che queste istituzioni sono «ridondanti, mal gestite, inutili, dispendiose, monopolizzate da interessi con agende contrarie alle nostre». I danni del ritiro statunitense sono enormi perché minano alla radice il multilateralismo e la cooperazione scientifica internazionale.

Mercoledì 7 gennaio 2026, mentre il Congresso discuteva gli stanziamenti 2026 per le agenzie scientifiche federali (vedi articolo di Patrizia Caraveo), la Casa Bianca ha firmato un memorandum presidenziale che segna forse il punto di non ri