fbpx Un Blob chiamato Himiko | Page 5 | Scienza in rete

Un Blob chiamato Himiko

Primary tabs

Read time: 1 min

Non è poi tanto automatico che quando gli astronomi osservano qualcosa sappiano sempre di cosa esattamente si tratti. Specialmente poi se vanno a sbirciare nelle profondità più remote dell'Universo. Qualche tempo fa, per esempio, un gruppo di astronomi giapponesi si è imbattuto in un oggetto che, scambiato inizialmente per una lontana galassia, si è poi rivelato qualcosa di ancora più distante e antico. Si tratta di un Lyman-Alpha Blob - termine coniato una decina di anni fa per indicare misteriosi agglomerati di gas probabili antenati delle galassie - che si trova a quasi 13 miliardi di anni luce di distanza, epoca in cui l'Universo era proprio ai suoi albori.

Battezzato Himiko in onore di una mitica regina giapponese, questo Blob non solo è il più remoto mai individuato, ma è anche il più grande e luminoso. Una stima delle sue dimensioni indica un'estensione di 55 mila anni luce, misura paragonabile al raggio della nostra Via Lattea. Quello che lascia perplessi, però, è che la sua massa stellare è un ordine di grandezza più elevata di quella degli altri oggetti presenti in quella remota epoca dell'Universo. Lo studio riguardante Himiko è in pubblicazione in questi giorni su The Astrophysical Journal.

Fonte: Carnegie Institution for Science

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Quanto fa bene un abbraccio

disegno di animali umani e non umani che si abbracciano

Ricevere un abbraccio non solo promuove la guarigione da infezioni associate allo stress e migliora l’umore soggettivo, ma, generando calore, può anche contribuire a prevenire l’insorgere di disturbi dovuti all’alterata percezione corporea, rafforzando la rappresentazione del proprio sé. 

In copertina: illustrazione di Chiara Simeone (@xenophilius)
 

Non è solo una sensazione: l’abbraccio è un comportamento sociale diffuso e i suoi effetti positivi hanno basi fisiologiche concrete. Ma cosa comporta nell’immediato? Sembra scontato, ma abbracciarsi genera una variazione di temperatura, e in particolare, il calore.